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Adf, disdetta contratti handling, Petretto: “Atto dovuto” Cronaca

Per quanto riguarda la disdetta dei contratti handling Adf, l'assessore al bilancio del Comune di Firenze Alessandro Petretto ha precisato, rispondendo oggi in consiglio comunale alla domanda d'attualità posta dai consiglieri Ornella De Zordo (Perunaltracittà) e Tommaso Grassi (Sel) che in buona parte le informazioni che attengono l'aeroporto fiorentino rimangano riservate, in particolar modo in questo periodo di acquisizione da parte del gruppo del magnate argentino Eduardo Eurnekian.

Tuttavia, alcune informazioni sono state date al consiglio. Ma prima capiamo bene cosa significa servizi handling: si tratta dell'insieme dei servizi svolti in aeroporto finalizzati a fornire assistenza a terra a terzi , vettori, utenti di aeroporto o in autoproduzione (self handling). Un atto, quello di inviare per mail la disdetta di tali contratti, “considerato come atto dovuto, legato all'imminente passaggio di società., effettuato per tutelare gli equilibri finanziari dell'azienda” comunica Petretto.  Resta inteso che la nuova società potrà o no dar seguito alla disdetta, secondo quanto detto da Petretto in consiglio. Il gruppo argentino ha acquistato, con le quote di Sat (la società dell'aeroporto pisano) e Adf un totale del 51% di quote, e ovviamente, come spiega lo stesso assessore, punterà ala fusione. “Sono previsti massicci investimenti – conclude Petretto – i servizi handling diventeranno comuni, e dunque nasceranno nuovo prospettive organizzative che il nuovo management vorrà attuare”. Inoltre, Petretto conferma l'attività di vigilanza che, nonostante non si tratti di società in house, è sempre stata attuata da parte dei consiglieri delle liste pubbliche in consiglio comunale: “I risultati societari testimoniano che hanno funzionato i controlli, mentre la trasparenza – dice Petretto – è garantita dal fatto di essere una società quotata che la mette sotto il controllo di una serie di parametri”.  Tutto a posto dunque? No, almeno secondo il consigliere di Sel Tommaso Grassi, secondo cui una riflessione anche sulle parole dell'assessore va fatta. “Sono stanco che si possa capire ben poco perché la società è sottoposta ai controlli di borsa – contrattacca Grassi – ma come mai non si può sapere con sicurezza se i contratti sono o non sono disdetti? O sapere cosa sta succedendo, dentro quello che sembra ormai diventato il fortino di una corrente di un partito? E' stata una coincidenza pura il fatto che, contemporaneamente all'arrivo del nuovo padrone argentino, il giorno stesso in cui è stata resa pubblica la notizia, è stata mandata una lettera che disdettava i contratti handling? E poi – conclude Grassi – chi dice che la tutela degli equilibri finanziari di una società deve essere scaricata sugli stipendi e le esistenze dei lavoratori? Lei continua a fidarsi del management, sta sereno lei, stiamo sereni noi? Ciò che verrà ricordato, a carico del''ad Mauro Pollio, è che il giorno prima di andarsene  ha mandato la mail di disdetta degli accordi dei lavoratori, accordi stipulati nel 1987”.

Intanto, anche i sindacati prendono le distanze e mettono i puntini sulle i e preannunciano agitazioni: “Nemmeno 24 ore dopo l'annuncio del passaggio di mano del pacchetto di maggioranza relativa delle azioni Adf, per i dipendenti dell'aeroporto è arrivata la doccia fredda – ricorda la nota dell'Usb – con una sbrigativa nota inviata per email un amministratore delegato che ormai rappresenta un capitolo chiuso nella storia dell'aeroporto di Firenze – e che evidentemente intende congedarsi con un atto di banditisimo sindacale – ha deciso di disdettare unilateralmente tutti gli accordi integrativi aziendali dal 1987 a oggi”.
 

Riassume la nota: “Con poche righe, insomma, l'amministratore delegato uscente Mauro Pollio ha cancellato oltre un quarto di secolo di contrattazione aziendale. Un colpo di spugna su accordi faticosamente raggiunti, su diritti conquistati, ma anche su modalità di utilizzazione del personale che hanno garantito all'aeroporto una funzionalità che da oggi è messa in discussione. I dipendenti dell'aeroporto giudicano inqualificabile questo epilogo di una trattativa che, con tutte le difficoltà, era ancora aperta, ma soprattutto, nell'annunciare ogni tipo di azione sindacale e legale a tutela dei loro diritti ma anche dei diritti di tutti gli utenti dello scalo, chiedono a questo punto estrema chiarezza”.
 
Continua la nota: “I lavoratori esigono di sapere se questa disdetta – così eclatante nei tempi e nelle modalità – faccia parte di un patto non scritto per il passaggio di proprietà. Esigono di sapere dal neopresidente del consiglio Matteo Renzi, dal presidente della Regione Enrico Rossi e dal candidato a sindaco Dario Nardella, uomini delle istituzioni che hanno commentato favorevolmente questa operazione, se avevano messo in conto anche quanto sta succedendo e come intendono operare perché le prime vittime della stessa non siano i dipendenti”.

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