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Adozione del configlio, l’Accademia della Crusca sulla stepchild adoption Cultura

Firenze – Sotto accusa il termine “stepchild adoption” di cui in questi giorni si discute nell’aula del Senato della Repubblica, un anglismo “assolutamente improponibile” come fa sapere in un comunicato stampa il gruppo Incipit dell’Accademia della Crusca formato da  Michele Cortelazzo, Paolo D’Achille, Valeria Della Valle, Jean-Luc Egger, Claudio Giovanardi, Claudio Marazzini, Alessio Petralli, Luca Serianni, Annamaria Testa, a cui in questa occasione si è aggiunto Francesco Sabatini presidente onorario dell’Accademia della Crusca”; molti giornalisti che ne avrebbero fatto sfoggio inizialmente avrebbero ripiegato sulla perifrasi “ adozione del figlio del partner”, indubbiamente troppo lunga e che  presenta comunque l’anglismo partner, senza contare le difficoltà nella pronuncia per “stepchild adoption” già oggetto di satira in tv. Allora che fare ? Incipit va oltre, al punto che il prof. Sabatini domenica 8 febbraio nella trasmissione in cui è ospite fisso con i suoi preziosi consigli sull’uso della lingua italiana propone il neologismo italiano “configlio/configlia”, modellati in analogia ad altri gradi di parentela, come compare, consuocera. Pertanto Incipit propone in alternativa  “adozione del configlio”, fermo restando che anche “adozione del figlio del partner” è accettabile e preferibile all’espressione inglese, assolutamente da evitare “figliastro”, traduzione letterale di “stepchild” non adatta ai tempi e alle nostre leggi.

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