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Aeroporto, 120milioni pubblici per nuova pista Cronaca

"L'Appendice al Master Plan di ADF chiarisce ogni dubbio in merito ai costi della pista e agli oneri per il pubblico: serviranno 120 milioni di euro pubblici sennò il progetto non sta in piedi. Svelata la farsa, si abbandoni questo progetto folle per integrare al meglio gli aeroporti di Firenze e Pisa". Duro attacco del consigliere regionale di Sel Mauro Romanelli circa l'ipotesi porgettuale della nuova pista dell'aeroporto di Firenze.

"Ieri abbiamo ricevuto l'Appendice al Master Plan di ADF, e da questo documento emerge chiaramente che i costi di realizzazione indicati (245 milioni x la pista di 2000 metri e 258 x quella di 2400) sono ben più ingenti di quelli inizialmente preventivati e la stessa società dichiara di poter sostenere l’investimento solamente a fronte di una quota di “contributi pubblici non inferiore a complessivi 120 milioni di euro”. Il quadro parrebbe dunque piuttosto chiaro: la pista nuova, per funzionare e “stare in piedi”, ha bisogno di soldi. Tanti e (anche) pubblici.

Ma c'è qualcosa, come informa Romanelli, che potrebbe mandare di traverso la “festa”.
"La delibera del Consiglio Regionale di adozione dell’integrazione al PIT non ammette dubbi, anche grazie ad un nostro emendamento, sui contributi pubblici: tutti gli investimenti sono a carico del soggetto privato – ricorda – una condizione sulla quale anche le normative europee in merito alla concorrenza sono molto chiare. Se i contributi pubblici venissero concessi, si aprirebbe la via a possibili ricorsi da parte di qualche altra realtà aeroportuale (in primis Pisa). E' evidente che tutto ciò esporrebbe gli scali toscani a una guerra fratricida che indebolirebbe nel suo complesso il sistema aeroportuale della nostra Regione".

Un redde rationem, quello di Romanelli, che mette in “pari” la questione ricordando anche il percorso politico intrapreso sulla questione: infatti, assieme alla consigliera capogruppo di Rifondazione Monica Sgherri, fu richiesto da Romanelli un odg del consiglio che mettesse in chiaro proprio il tema degli oneri e dei finanziamenti circa il progetto di nuova pista. Insomma, si trattava di imporre, tramite l'ordine del giorno, la verifica finanziaria prima dell'approvazione definitiva della variante del Pit. “Questo ci è costato un sacrificio di immagine – ricorda ancora il consigliere di Sel – perché, avendo ottenuto l'ordine del giorno e l'inserimento in delibera degli oneri a carico del privato non abbiamo ovviamente potuto votare contro, come avremmo preferito, ma solo uscire dall'Aula, attirandoci delle comprensibili critiche. Ma ora questo investimento politico viene ripagato con l'emersione chiara di quello che da tempo dicevamo: serviranno montagne di soldi pubblici, e a pagare saranno i cittadini".

Tirando le fila, Romanelli conclude: "Alla luce di tutto questo, con ancora più forza torniamo a chiedere di stralciare definitivamente il progetto di nuova pista e di puntare sull'integrazione societaria dei due aeroporti toscani, trovando forme di collaborazione per continuare a rispondere efficacemente alla domanda di traffico espressa dal bacino regionale, sia come origine, ma soprattutto come destinazione dall’estero, rafforzando e potenziando le connessioni tra le due infrastrutture".

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