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Aeroporto Firenze, Renzi: “Ci vuole un commissario” Politica

Firenze – Un commissario per il Vespucci con gli stessi poteri di quello che sta realizzando il ponte Morandi a Genova o di Giuseppe Sala che realizzò l’Expo di Milano: “L’aeroporto di Firenze pensiamo sia la priorità per la Toscana e occorre procedere con un commissario”.

Matteo Renzi ha di fatto aperto la campagna per le Regionali 2020 ponendo al primo punto del programma la realizzazione delle grandi infrastrutture regionali come l’ampliamento del Vespucci, la Tirrenica, la Due Mari, che sono bloccati per varie ragioni.

Presentatosi in  Consiglio regionale insieme ai consiglieri del suo partito Titta Meucci e Stefano Scaramelli, il leader di Italia Viva ha avvertito che porterà la realizzazione del progetto per la nuova pista, nel quale ha creduto da dodici anni, nel quadro dei grandi lavori previsti dal piano Italia shock .

Non nutre dunque nessuna preoccupazione che le divergenze all’interno della coalizione che sostiene Eugenio Giani per la presidenza della Regione possano tenere bloccato il progetto: “Il Consiglio di Stato ha fermato il progetto per un vizio procedurale, dunque si deve ripartire da quale punto, ma l’aeroporto deve essere ampliato. Arriveranno posti di lavoro e benessere per la Toscana”.

Anche perché, sul piano dell’inquinamento acustico nei confronti della popolazione, la nuova pista rappresenta un netto  miglioramento. Attualmente sono un migliaio le persone toccate dal passaggio degli aerei a Quarrata. Con la nuova pista saranno 70. Sul progetto c’è la volontà politica della maggioranza del territorio, ribadita da una legge.

Il negoziato sul piano Italia Shock in questo momento è rinviato per l’emergenza coronavirus per affrontare la quale si deve lavorare insieme  e “mettere la sordina alle polemiche”. Questo è il motivo per il quale, secondo Renzi, il presidente della Regione Toscana ha sbagliato a usare espressioni come “fascioleghista” nei confronti del virologo Roberto Burioni. Ma ci si deve rendere conto anche che all’emergenza sanitaria, che ha la priorità, seguirà una terribile “emergenza economica”.

Per superare i blocchi che seguono ai ricorsi amministrativi contro le aggiudicazioni delle gare, Renzi ha inserito nel piano la cosiddetta norma Bisagno (dal nome del torrente i cui lavori di regimentazione sono bloccati a causa dei ricorsi): se ci sarà un ricorso, i lavori andranno avanti lo stesso e nel caso risultasse che il ricorrente aveva ragione, sarà previsto un indennizzo.

Foto: Matteo Renzi con Titta Meucci e Stefano Scaramelli

 

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