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Aeroporto: il Governo accelera, l’opposizione chiede un referendum Economia

Firenze – Aeroporto di Peretola, saga infinita. Un emendamento a sorpresa “pro-aeroporto” a margine della legge di stabilità, è quanto si sono trovati ieri sera tra le mani i deputati, che nel pomeriggio di oggi discuteranno l’ennesimo passaggio della legge del momento. Lo hanno denunciato gli onorevoli Samuele Segoni e Massimo Artini (Alternativa Libera) riuniti stamattina a Palazzo Vecchio insieme alla consigliera comunale Miriam Amato (Gruppo Misto).

“I relatori della maggioranza – dicono  i due deputati – hanno pensato bene di scegliere la domenica, dopo una settimana di turni massacranti in sede di Commissione Bilancio per la legge di stabilità, per inserire in appendice all’ultima pagina dell’ultimo fascicolo un emendamento a dir poco subdolo, con il quale si vuole spianare la via al piano di sviluppo aeroportuale toscano passando sopra gli iter previsti, senza – peraltro – un resoconto tecnico”. De lege, niente di strano: la facoltà di inserire emendamenti – fossero anche dell’ultimo minuto – è riconosciuta dal regolamento della Camera, ma considerata l’alta temperatura sprigionata dalla questione “aeroporti strategici”, la tempistica ha fatto sollevare gli scudi.

“Confidavano forse nel fatto che le opposizioni avessero la guardia abbassata ma non è stato così. Alternativa libera si è accorta di questo tentativo subdolo della maggioranza di governo e ha sollevato il velo sull’inghippo. Oggi lo denunciamo, e contestualmente proponiamo due contro-emendamenti”. Ma di cosa si parla nell’emendamento dell’ultim’ora? “Nel documento si dice, in sostanza, che si va avanti col progetto accelerando gli step legislativi, passando sopra il parere vincolante della Regione e la procedura d’impatto ambientale”.

La Regione – si potrà controbattere – non si è ancora espressa. «L’emendamento affronta anche questo aspetto: la Regione tergiversa? Il governo prende la palla e decide per tutti. È la classica soluzione “alla Renzi”». All’esame, dunque, oggi, i contro-emendamenti. “Il primo chiede semplicemente l’abolizione di questo emendamento-vergogna; il secondo lavora invece di cesello e chiede al governo di sottoporre a referendum questo iter accelerato per le opere strategiche. Se gli abitanti delle zone interessate daranno l’ok, noi faremo un passo indietro, altrimenti no”.

Alle contro-proposte si sommano le alternative, avanzate da tempo e ancora oggi ribadite. “Non c’è la necessità di allargare Peretola. È possibile gestire i flussi razionalizzando le varie piste che compongono lo scenario aeroportuale toscano”. È su Pisa che convergono ancora una volta le idee dell’opposizione. “La prospettiva per Firenze di accogliere 4 milioni di passeggeri l’anno – ha detto Artini – è un’opportunità innegabile per tutta la Toscana, ma l’espansione dell’aeroporto è infattibile”.

Lo sostengono  i comitati “per il no”, che si basano sulle perizie dell’Università di Firenze, della Asl, di Arpat e dei Comuni coinvolti, senza considerare il parere negativo della Commissione Europea al finanziamento di 150 milioni di euro motivata dal fatto che non si tratti di un aeroporto strategico, gli studi sull’impatto ambientale, acustico, sanitario e la mancanza di un piano del traffico e della mobilità che faccia fronte al raddoppiamento del flusso di passeggeri in città. “Proponiamo due azioni – ha proseguito Artini – che non comportano costi e che risolverebbero il problema.

Entrambe vertono su Pisa. La prima consiste nel tornare al numero di movimenti civili del 2008 e del 2012 (rispetto ai quali oggi siamo intorno al -15%), mentre la seconda – considerando che Pisa è un aeroporto militare – sta nella razionalizzazione dell’addestramento, che verrebbe trasferito su Grosseto senza alcun costo per l’Aeronautica. Sono azioni possibili a partire da domani. Dunque, non diciamo “no” allo sviluppo potenziale previsto nel piano per la Toscana; diciamo no alla creazione di un aeroporto che comporta solo costi e che non ha senso”.

 

 

 

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