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Emendamento affitti brevi, gli uffici di presidenza del Senato: “Improponibile” Breaking news, Cronaca

Firenze – Il governo incassa la fiducia sul cosiddetto Dl Agosto, ma è semaforo rosso sull’emendamento che riguarda gli affitti brevi, passato in commissione bilancio del Senato fra venerdì e sabato, e che vedeva, per chi affitta con le modalità “brevi” più di 4 case, la riconversione in reddito d’impresa dei ricavi. Insomma, chi affittava oltre il tetto quantitativo stabilito dall’emendamento, si presumeva esercitasse attività d’impresa. La norma, che aveva visto subito la levata di scudi di Confedilizia, era stata accolta tiepidamente anche dal maggior sindacato inquilini, vale a dire il Sunia, che, pur apprezzando che il governo si occupasse finalmente di una tematica fino ad ora piuttosto negletta, aveva avanzato qualche riserva, in particolare a livello toscano, per quanto riguardava il criterio quantitativo, mentre in tutta Europa il criterio scriminante è agganciato alla temporalità: vale a dire, il tetto è sui giorni nell’anno che viene utilizzato l’affitto breve sul bene. Per far eun esempio, ad Amsterdamo si tratta di 120 giorni, mentre ad Atene di 90. Oltrepassato il limite, si “cade” nel reddito d’impresa. Il che significa in Italia ad esempio non potere applicare la cedolare secca, o aprire la partita Iva oppure costituire un società. Senza considerare il mutato regime fiscale.

Di tutto questo, la presidenza del Senato ha sollevato dalle preoccupazioni proprietari e gestori, oltre ovviamente alle grandi piattaforme che per lo più tengono in mano questa particolare fetta di mercato:  infatti, gli uffici hanno giudicato improponibile l’emendamento e la norma è stata espunta. 

La notizia è stata motivo di grande delusione per Federalberghi, che ha diramato un comunicato sulla questione. “Inspiegabilmente, un emendamento che la scorsa settimana era stato considerato ammissibile, ieri sera è diventato inammissibile. Quando, qualche giorno fa, abbiamo parlato di interminabile gioco dell’oca, mai avremmo pensato che si sarebbe giunti a tanto – commenta il presidente di Bernabò Bocca – il Governo batta un colpo. Se veramente si vuol tutelare i consumatori e la concorrenza, non è necessario il passaggio parlamentare. Da più di tre anni, gli operatori onesti sono in attesa del regolamento previsto dal decreto n. 50 del 2017 (articolo 4, comma 3 bis), che deve definire i criteri in base ai quali l’attività di locazione breve si presume svolta in forma imprenditoriale”.

A rassicurare albergatori e anche ci ritiene che la norma espunta abbia anche valore di difesa dei centri storici, interviene il ministro ai beni e attività culturali e al turismo Dario Franceschini.   “Quella norma è sacrosanta, la ripresenteremo in manovra”, promette.

 

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