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Affitti brevi, i dati della Regione: oltre 24mila immobili registrati Breaking news, Economia, Turismo

Firenze – Sono 24.493, al 1 ottobre 2019, gli appartamenti affittati per locazioni turistiche brevi che si sono registrati sul portale regionale, in base all’obbligo introdotto dal legge regionale (LR 86/2016) sul turismo. Dal primo marzo 2019, infatti, anche chi affitta a fini turistici un immobile, o una parte di esso, adibito a civile abitazione deve, entro 30 giorni dell’avventura locazione, darne comunicazione indicando una serie di dati tra cui il numero degli alloggiati. Questo è l’unico adempimento richiesto a ogni locatore, cui viene assegnato un codice identificativo univoco. Il mancato rispetto comporta una sanzione che va dai 250 ai 1500 euro.

Ed ecco qualche dato: i posti letto disponibili al 1 ottobre 2019 nei 24.493 appartamenti registrati sono 114.723, con una media di 4,68 posti letto. Gli uffici regionali hanno elaborato una tabella completa dei dati divisa in base ai 28 Ambiti turistici territoriali istituiti con il Testo Unico del Turismo. Suddivisi per macro aree vediamo che negli Ambiti delle città d’arte (Arezzo, Area pratese, Firenze e dintorni, Piana di Lucca, Terre di Pisa, Terre di Siena) le registrazioni sono 10.535 per un totale di 47.359 posti letto. Per gli Ambiti aggregabili sotto la categoria ‘campagna’ (Chianti, Empolese Valdelsa, Valdelsa Etruria Volterrana, Val di Chiana aretina, Val di Chiana senese, Valdarno aretino, Valdinievole, Valtiberina) ammontano a 2.332 per un totale di 8.285 posti letto. In ‘montagna’ (Amiata, Casentino, Garfagnana, Lunigiana, Mugello, Pistoia e montagna pistoiese) sono censiti al momento 707 appartamenti per un totale di 4.199 posti letto mentre per la costa (Versilia, Riviera apuana, Maremma nord, Maremma sud, Livorno, Elba, Costa degli Etruschi) le registrazioni sono 10.919 per 54.880 posti letto.

Cifre che mettono in evidenza il cambiamento avvenuto negli ultimi anni grazie al fenomeno degli affitti brevi, che a tutt’oggi non sono ancora qualificabili, in assenza di una legge apposita, quando superino un certo numero di immobili locati “a breve”, come attività d’impresa. Dato quest’ultimo, che permette ad esempio a proprietari con numeri ragguardevoli di titolarità d’immobili, di poter praticare al cosiddetta “cedolare secca”.  Sul punto interviene anche l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, che, oltre a sottolineare il cambio di costumi che mette in crisi la forma classica di ospitalità nelle strutture ricettive, sottolinea che la “mancanza di dati sulle locazioni turistiche costituiva un grave vulnus per gli amministratori pubblici, adesso possiamo contare su un ulteriore strumento per lo sviluppo di un settore così importante”.

“Il Governo sta affrontando il tema del codice identificativo e terrà conto del le esperienze regionali in atto, come in Toscana. Abbiamo chiesto che venga introdotto l’obbligo di abbinare il Codice Identificativo all’inserzione che promuove l’alloggio in ogni sito o altra comunicazione. Auspico inoltre – conclude Ciuoffo – che il Governo emani al più presto il regolamento previsto dall’articolo 4 del decreto legislativo 50 del 2017 per definire la soglia oltre la quale si svolga attività imprenditoriale in caso di locazione turistica di non modica entità e per poter quindi equiparare ogni attività di impresa alla stesse regole”.

Sulla necessità di una regolamentazione del fenomeno a livello nazionale insiste Laura Grandi, segretaria regionale del Sunia: “Sarebbe necessario che a livello centrale, il  Governo intervenisse su alcuni aspetti: per definire la soglia oltre la quale si svolge attività imprenditoriale in caso di locazione turistica e “per poter quindi equiparare ogni attività di impresa alla stesse regole”. Ma anche, aggiunge Grandi, dare maggior poteri ai sindaci per poter governare alcuni aspetti legati a questi fenomeni.

La locazione su Airbnb si è diffusa tanto rapidamente da causare in pochi anni un terremoto nella vita delle città, “scacciando dalle loro abitazioni migliaia di residenti e di lavoratori, che non trovano più appartamenti destinati all’uso abitativo regolare – è la fotografia della segretario del Sunia – la massa dei turisti mordi e fuggi ha anche trasformato l’economia dei quartieri secondo le sue esigenze, come accaduto a Firenze, Pisa, Siena, Lucca”. raccolti da Sunia e Cgil, a Firenze tra ottobre 2017 e giugno 2019 quasi 700 persone sono state sfrattate per lasciare spazio ad affitti a breve termine e Airbnb.

 “In Toscana l’industria del turismo – conclude Laura Grandi– si sta impossessando delle strade, delle piazze e soprattutto delle case, cambiando il volto delle nostre città storiche e stravolgendone il tessuto sociale. Bisogna continuare ad investire nelle politiche abitative, perché la casa diventi diritto di tutti (soprattutto per i più deboli) e  fonte di profitto per pochi”. 

 

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