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Affitti commerciali, Cna rilancia: “Al centro torni la bottega” Breaking news, Economia

Firenze – Dopo la constatazione che il modello con cui si era tentato di promuovere un protocollo sugli affitti commerciali firmato in prefettura, una sorta di patto sociale trasversale per aiutare le piccole imprese oberate da affitti spesso insostenbili in tempi di Covid non ha dato i frutti sperati, giungono le prime reazioni delle associazioni di categoria. Sul punto è intervenuto sulla stampa cittadina, il presidente della Camera di commercio di Firenze Leonardo Bassilichi,  che in sintesi ha auspicato la detassazione delle imprese il taglio degli affitti commerciali per legge.

“Se vogliamo veramente un futuro per la città di Firenze diverso dal recentissimo passato, se realmente non vogliamo consegnarla a multinazionali e grandi capitali stranieri, se vogliamo riportare la residenza in centro, come da più parti affermato, occorre riportare al centro il modello economico della bottega, artigianale o commerciale che sia – rilancia Giacomo Cioni, presidente di CNA Firenze Metropolitana, intervenendo nel dibattito un modello (l’unico) in cui lo sviluppo economico rimane ben ancorato al territorio: crea occupazione (e non la sposta altrove), offre servizi e prodotti che lo valorizzano distinguendosi per peculiari materiali e competenze caratteristici (ben ancorati al luogo d’origine), fa economia reale. Per farlo, però, occorre immediatamente spazzare via un ostacolo: il problema degli affitti”.

Cioni ricorda che la mediazione, su cui si era trovato un buon gioco di squadra con le parti sociali, “ha funzionato poco”. Eppure, solo a luglio scorso erano almeno 1.500 i contratti di affitto commerciale “a rischio contenzioso” nella sola città di Firenze. Il patto, che era stato promosso dalla Prefettura, aveva visto l’adesione, oltre alla Camera di commercio, del Comune di Firenze, della Città Metropolitana, dell’Ordine dei commercialisti, delle associazioni di categoria, di quelle dei proprietari immobiliari e dell’Osservatorio mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, aveva dato l’illusione che il confronto aperto potesse essere utile per cercare di superare il problema di liquidità di molte imprese, tant’è vero che il servizio di mediazione della Camera di commercio divenne gratuito in caso di controversie sugli affitti commerciali (unico costo: 48,80 euro di spese di avvio della procedura).

“La mediazione, a cui per altro abbiamo lavorato con le altre parti sociali, ha funzionato poco e chi specula sulla crisi per impossessarsi a buon prezzo delle attività rischia di farla da padrone” prosegue Cioni.

La CNA tuttavia rilancia con due alternative immediate per tamponare la situazione: “Far sì che il credito d’imposta sugli affitti, da calcolarsi su base di calo di fatturato, sia trasferito al proprietario del fondo, che deve obbligatoriamente accettarlo come forma di pagamento. Il rischio per l’imprenditore, infatti, è quello di non riuscire ad utilizzare il credito in compensazione visto che, in molti casi, non lavorando, non ha prodotto reddito, mentre il locatore potrà facilmente dedurlo dalle imposte che deve pagare sul reddito, certo, generato dall’affitto” spiega Cioni.

L’alternativa, adottata da altri stati, “è quella di ridurre dall’alto, per legge, di almeno il 50%, il canone di affitto e di azzerare la tassazione per i proprietari. Delle due l’una, ma occorre decidere subito” conclude Cioni.

Sulla linea dell’intervento di Leonardo Bassilichi si move Confartigianato Firenze. “Il presidente della Camera di Commercio di Firenze ha posto questioni giuste, che condividiamo e che mettono in luce la difficoltà delle imprese, soprattutto delle medio e piccole attività artigiane che si trovano a fare i conti con costi insostenibili – dice il presidente di Confartigianato Firenze, Alessandro Sorani – crediamo sia necessario a questo punto un intervento incisivo sul piano fiscale da parte del Governo, per rendere vantaggiosa la scelta di affittare rispetto ad altre soluzioni, a vantaggio dell’imprenditoria locale. E al tempo stesso garantire canoni sostenibili e adeguati al momento storico”.

“Crediamo che al tempo stesso vada fatta un’attività di sensibilizzazione locale verso i proprietari per scongiurare il pericolo, ormai sempre più concreto, di vedere in centro solo grandi marche e multinazionali. La leva fiscale, dagli incentivi ai crediti d’imposta  – conclude Sorani – resta, senza dubbio, la soluzione più concreta e fattibile. Chiediamo alle istituzioni di muoversi in ogni sede per agire urgentemente in questo senso”.

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