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Aggiornato il tavolo, GKN lo disconosce e tira dritto sui licenziamenti Breaking news, Cronaca

Firenze –  In sintesi, il risultato del tavolo odierno che ha riunito governo, sindacati, sindaci e Regione Toscana,  oltre all’Ad della GKN Andrea Ghezzi in rappresentanza dell’azienda (a conclusione, è intervenuto l’avvocato Francesco Rotondi) sebbene da remoto e non in presenza, è il seguente: l’azienda ha disconosciuto la natura istituzionale del tavolo, ha chiesto un incontro per domani ai sindacati per discutere dell’avvio dei licenziamenti, e soprattutto ha messo in chiaro che non recederà dagli stessi. Tavolo finito e da aggiornare, i sindacati dicono no all’ “incontricchio” di domani, (di tavoli c’è ne è uno solo, dice Paola Galgani Cgil), la GKN tira dritto. Come se niente fosse.

Ed ecco la cronaca dell’incontro.

Mentre su, al tavolo della Prefettura, si stanno confrontando anche con toni accesi i protagonisti politici, istituzionali ed economici dell’affaire GKN che sta producendo un’onda di licenziamenti che travolgerà almeno 500 famiglie fra lavoratori diretti e indotto, in strada almeno un centinaio fra operai e chi porta solidarietà sta raccontando, con slogan e tamburi, ciò che significa questo schiaffo sonoro in faccia alla Toscana e al lavoro.

Al tavolo esplorativo che si sta tenendo in questo momento, presieduto dalla vice ministra Alessandra Todde, partecipano  oltre al lMinistero del Lavoro, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, il sindaco del comune di Firenze, Dario Nardella e quello del comune di Campi Bisenzio Emiliano Fossi con le loro rappresentanze. Inoltre, Confindustria Firenze e GKN Driveline Firenze S.p.A. (l’azienda è in videoconferenza). Naturalmente, al tavolo ci sono le parti sindacali.

“Nessuno sta considerando la possibilità di ristrutturazione industriale che ipotizzi o il ritiro della procedura di licenziamento o l’avvio di un percorso condiviso con i sindacati e il Mise  per trovare le migliori soluzioni – dice la vice ministra Todde- L’azienda fa parte di un Gruppo multinazionale e l’analisi fatta su un unico stabilimento non regge, perché serve un’analisi più generale. L’azienda deve considerare che questo non è un periodo normale, stiamo uscendo dalla pandemia. Auspico si torni a un percorso condiviso. Con le scelte unilaterali non si affronta nulla”.

“Quello dell’azienda è stato un comportamento che trovo assolutamente scorretto. Chiudere uno stabilimento di punto in bianco con una mail dà l’idea di guardare solo a logiche di profitto senza rispettare la dignità dei lavoratori e il rispetto delle relazioni industriali e della contrattazione italiana”, ha dichiarato la ViceMinistra Todde al tavolo GKN secondo quanto si apprende.

Intanto, in strada, la consapevolezza degli operai sale. A dar man forte, anche gli operai di Pomigliano e Melfi, che sono legati alla GKN dai rapporti economici fra Fiat e il fondo  proprietario di GKN Melrose Industries. Ed è proprio, come dice Mimmo, di Pomigliano, la questione dell’unità e l’allargamento del fronte della mobilitazione a fare la differenza.

“Noi sappiamo cosa significa un semiasse, un bullone e ci piange il cuore vederlo lì abbandonato perché sappiamo cosa significa e quanto costa di lavoro e fatica – dice Domenico, di Melfi – Mentre ora i capitalisti non toccano più fisicamente neanche la carta di credito. Il problema della GKN è legato alla Fiat Stellantis. Dobbiamo aprire un fronte comune perché è comune il fronte dello sfruttamento contro gli operai”.

Al tavolo, sopra le teste degli operai, dei tamburi e dei cori, si sta attendendo l’ultimo intervento, quello dell’azienda in videoconferenza.

Intanto, nell’interlocuzione con l’ad dell’azienda GKN, Andrea Ghezzi, il presidente toscano ha sottolineato:”Ritrovarsi senza lavoro da un  giorno all’altro – ha detto Giani – e scoprirlo attraverso una mail, significa saltare a piè pari i diritti  e la dignità dei lavoratori, senza nemmeno  prospettare l’attivazione di un iter di  ammortizzatori sociali. Questa procedura nega la dignità del lavoro”.

“A Melrose Industries chiedo – ha aggiunto Giani – di metterci la faccia assumendosi  le proprie  responsabilità perché, e lo dico con chiarezza, noi in Toscana questi comportamenti non li accettiamo e lo diremo al mondo quanto sta accadendo qui:  una mercificazione dell’attività produttiva”.

Mentre s’aspetta, le storie volano. Quella di Davide, giovane padre di due bimbe, lasciato a casa con un mutuo di mille euro al mese, per fortuna la moglie lavora, ma non in una situazione rosea. Oppure ci sono tutte quelle famiglie in cui padre e madre lavorano alla GKN, mutui, figli piccoli, affitto da pagare. Il punto? “L’obiettivo è il rientro dei licenziamenti”.

Interviene la GKN e la doccia gelata arriva: tavolo aggiornato, il governo lo riconvoca a data da destinarsi (presto), i sindacati disertano la richiesta dell’azienda di vedersi domani in un albergo per procedere sui licenziamenti proposta dall’avvocato Rotondi. Battibecco feroce fra i rappresentanti dell’azienda e la vice ministra Todde, che dice, di fronte al l’atteggiamento definito irrispettoso dell’azienda:“ Non mi è mai capitato di confrontarmi con l’avvocato dell’azienda e non con il management. Dire che quello di oggi non è un tavolo ufficiale è una gravissima mancanza di rispetto. Questo è un tavolo istituzionale e voi non potete permettervi di comportarvi così di fronte al governo, alla regione, alla città, ai sindacati e alle organizzazioni sindacali. Questa non è una crisi industriale, e l’azienda lo sa, ma una vertenza in cui si sta parlando di problemi legati a tematiche finanziarie. Porteremo avanti tutte le iniziative opportune, perché quello di oggi da parte vostra non è un atteggiamento corretto. Prendo atto del vostro comportamento irrispettoso, vi era stato chiesto di presentarvi in presenza e avete detto no. State chiudendo uno stabilimento perché avete problemi dal punto di vista finanziario, lo Stato tratta con chi ha potere di trattare”.

Fuori, agli operai che aspettano si rivolgono i rappresentanti delle Rsu. “Hanno detto che la chiusura è irreversibile – dice il rappresentante della fabbrica, dopo che i sindacati sottolineano che l’unico tavolo che riconoscono è quello aperto dal Mise – ma noi appena sarà possibile la faremo ripartire”.

” Il punto era uno, ritirare i licenziamenti, ma i rappresntanti dell’azienda, chiamati dal governo italiano, non sono venuti in presenza. Anzi hanno chiesto di incontrarci in un albergo sulla procedura di licenziamento. Abbiamo detto no. Il tavolo verrà riconvocato dal governo, chiedendo che ci sia l’azienda, non l’avvocato, in presenza”.

La vice ministra Alessandra Todde intanto, a seguito della conclusione dell’incontro, si reca a visitare l’azienda a Campi, al termine della quale e dopo aver parlato con gli operai trovando la fabbrica perfettamente in funzione, esce fra un lungo applauso.

 

“Ringraziamo la viceministra Todde e il presidente Giani – dice il sindaco Dario Nardella – siamo a fianco del sindaco Fossi ed esprimiamo la vicinanza dei 41 sindaci della Città metropolitana, che si avvicendano nello stabilimento al fianco dei lavoratori. La presenza fisica dei vertici dell’azienda, e in particolare dell’ad Andrea Ghezzi, sarebbe stato un atto minimo di rispetto, vista anche la gravità della situazione. Faremo di tutto per impedire che questa scelta del licenziamento collettivo arrivi in fondo. Gravissimo il fatto che l’azienda abbia usato soldi pubblici per la formazione e ci chiediamo chi sia stato formato se poi si chiude. Vogliamo sapere se sono stati utilizzati altri soldi pubblici da questa società”.
“Il fondo Melrose Industries è il proprietario del gruppo industriale e dunque il vero decisore e per questo dovrebbe venire a questo tavolo a parlare con Istituzioni e lavoratori – conclude Nardella – non registriamo le criticità di cui ha parlato l’ad Andrea Ghezzi: ha fatto un discorso incoerente e pieno di contraddizioni, parlando di criticità che non sono chiare e sono tutte da verificare, come hanno dimostrato le ampie e documentate relazioni delle rsu.
È inaudito e di gravità assoluta il comportamento dell’azienda, che non solo ha rifiutato di partecipare in presenza, ma si è presentata con l’ad Andrea Ghezzi, che non ha portato alcuna proposta concreta, e ha fatto chiudere con l’avvocato Francesco Rotondi, che ha affermato di voler avere un incontro separato con i lavoratori e non ha riconosciuto il tavolo di oggi della prefettura, mancando di rispetto alla viceministra al presidente della Regione al sindaco di Campi e a tutti i rappresentanti sindacali. In sette anni di sindaco non ho mai visto un comportamento del genere. Di fronte ad atteggiamenti di questo tipo il governo deve intervenire ai massimi livelli”.

 

 

 

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