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Agguato all’arcivescovo, la solidarietà della città Cronaca

Le Misericordie d’Italia, attraverso il presidente Roberto Trucchi e il responsabile delle Misericordie toscane, Alberto Corsinovi si dicono “sbigottiti, preoccupati e affranti da quanto accaduto ieri sera a Firenze. Esprimiamo la nostra filiale e affettuosa vicinanza al Vescovo Betori e a tutta la Chiesa fiorentina, con lui oggetto di questa aggressione ancora senza spiegazioni”. Corsinovi ieri sera ha fatto visita a don Paolo all'ospedale di Santa Maria Nuova prima dell'intervento a cui è stato sottoposto e gli ha espresso l'affetto e la vicinanza sue e di tutte le Misericordie. “Un affetto che rinnoviamo, nei confronti suoi e della sua famiglia – dicono Trucchi e Corsinovi – assicurando le nostre preghiere per una pronta guarigione”. Il Movimento per la vita auspica che l'agguato in Curia, “sia attribuibile al semplice e sia pur drammatico gesto di uno squilibrato e non il segnale del riaprirsi di scenari di scontri ideologici che nel passato ci hanno più volte visto vittime, ma che speriamo di aver superato per sempre”. Anche il mondo politico ha espresso, da sinistra a destra, tutta la sua solidarietà: “Ieri sera in arcivescovado ho portato a monsignor Betori l'abbraccio di tutta Firenze”, scrive il sindaco Matteo Renzi sul suo profilo Facebook. Nel corso della serata diverse  autorità cittadine e toscane hanno inviato messaggi, molti anche quelli di parlamentari non toscani, o si sono recate in curia per parlare personalmente con Betori, come il presidente del Consiglio regionale Alberto Monaci, il presidente della giunta Toscana Enrico Rossi, il prefetto Paolo Padoin, il questore Francesco Zonno.

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