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Agricoltura contadina, una proposta di legge per salvarla Economia

Firenze – Se la Toscana (e buona parte d’Italia) vanta in questo momento storico una lunga tradizione agricola che la porta a essere un capofila naturale nella salvaguardia della biodiversità e della qualità delle produzioni, lo deve in buona parte a lei, alla piccola agricoltura contadina, quella che da sempre si è sviluppata accanto alle produzioni di grande impatto e che è, tutto sommato, eredità non solo della tradizione mezzadrile, che spingeva i contadini a integrare il reddito ( e il vitto) con produzioni “alternative” rispetto al grano, al bestiame, all’allevamento, ma prezioso lascito della cultura agricola etrusco-romana, cui si deve anche la salvaguardia di specie cerealicole locali diverse rispetto al grano.

Si tratta di un mondo agreste che trova il suo naturale alveo in piccole realtà contadine basate sull’economia familiare, orientate all’autoconsumo, alla vendita diretta, alla filiera corta, riattualizzato dal risvegliarsi dell’interesse per questo tipo di produzione da parte dei giovani che tornano all’agricoltura d’eccellenza. Un processo che ha rimesso in moto un prezioso serbatoio non solo di saperi dimenticati, ma anche di eccellenze che diventano un tratto distintivo del “brand” Toscana.

Un settore che tuttavia rischia di rimanere stritolato da “burocrazie e costi proibitivi”, come sottolineano i proponenti di una legge di tutela di queste realtà, i consiglieri comunali di Sì Toscana Fattori e Sarti, presentando la loro proposta di legge in Consiglio Regionale. Obiettivo: salvaguardare un tassello prezioso dell’economia toscana, presente e futura.

“Nei giorni scorsi abbiamo presentato una proposta di legge intitolata “Agricoltura Contadina – Disposizioni per la trasformazione e il confezionamento di limitati quantitativi di prodotti agricoli nell’ambito della filiera corta e produzione locale – dicono Tommaso Fattori e Paolo Sarti – la legge, che riprende le linee fondamentali del testo proposto nella scorsa legislatura dal Consigliere della sinistra Mauro Romanelli e che fu firmata da esponenti di diversi partiti politici, è figlia delle considerazioni d’innumerevoli reti di agricoltori, dei Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) e di Slow Food”.

Ma la valenza della legge toscana è più ampia, dal momento che, come spiegano i due consiglieri della sinistra, “si tratta di un atto che si vuole inserire nel dibattito più ampio in vista dell’elaborazione di una Legge Nazionale sull’agricoltura contadina, dato che vi sono alcune proposte in discussione in Parlamento”. 

Un movimento, quello che vede tantissime persone tornare a praticare un ‘agricoltura di piccola scala, che si diffonde in maniera sempre più allargata in Toscana, Italia, Europa. ” Si tratta di un’agricoltura basata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta, insomma, un tassello fondamentale nella costruzione di una filiera corta di qualità”.

Fra le caratteristiche di questo tipo di produzione, quelle di essere “ di solito biologica o biodinamica, slegata dal grande business, presidio importantissimo per difendere e mantenere fertile e curata le nostre terre, soprattutto nelle zone collinari e di montagna, spesso economicamente svantaggiate e marginali. Ma è anche un tipo di agricoltura fondamentale per la tutela della biodiversità e per la conservazione dell’enorme diversità di prodotti locali tipici dei nostri territori”.

Dunque, la proposta di legge ha il compito di “ consentire a tante piccole realtà, ai singoli agricoltori e alle loro famiglie ma anche a chi agricoltore voglia diventarlo, di poter svolgere o iniziare la propria attività senza rimaner stritolato da una burocrazia priva di senso o da costi irragionevoli”. E il nocciolo è questo: “Chiediamo quindi che le aziende di tipo familiare e le piccole cooperative che usano prevalentemente il lavoro dei soci, possano utilizzare  la cucina di casa o un locale polifunzionale per trasformare e confezionare anche prodotti diversi, ovviamente sempre sotto il controllo delle ASL territorialmente competenti”. 

campo di zafferano

Di cosa si tratta, lo spiegano i consiglieri: “Le produzioni interessate sono essenzialmente confetture, salsa di pomodoro, lavorazione di funghi, castagne, zafferano, erbe aromatiche, olio, vino, miele, cerali e legumi, ovviamente al di sotto di quantitativi ben stabiliti”.

foto copertina: http://www.prodottitipicidellatoscana.it/piante-aromatiche-officinali
i
nterna: http://www.zafferanodellatoscana.it/la-coltivazione/

 

 

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