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Agricoltura, fasce tampone per abbattere gli inquinanti delle falde acquifere Ambiente

Sostanze chimiche utilizzate in agricoltura e risorse idriche: due elementi che sono spesso in antitesi, dal momento che gran parte delle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura sono potenzialmente inquinanti per quanto riguarda le falde acquifere, dove vanno a finire.

Nell’area sperimentale del Centro per il Collaudo e il Traferimento dell’Innovazione della Regione Toscana a Cesa in provincia di Arezzo, stamattina è stato presentato un innovativo progetto che ha lo scopo di ridurre proprio questo tipo di inquinamento dei corpi idrici in agricoltura. Il progetto ha un acronimo significativo, R.I.P.A.R.I, che sta per Riduzione impatto pressioni agricole sulla risorsa idrica. E l’idea è semplice e geniale a un tempo, riprendendo inoltre vecchie abitudini tradizionali del territorio: le “fasce tampone” vale a dire quelle zone di vegetazione che presidiano le scoline dei campi, i ruscelli, i piccoli corsi d’acqua ma anche le reti idriche di scolo costituite da siepi, tratti erbacei, filari di arbusti o alberi. Il progetto è stato presentato da HydroGea Vision in collaborazione con Ise-Cnr e ETG-World Wotching Tech.

“Le fasce tampone sono sistemi biologici eccezionali che funzionano da “trappole” di sostanze chimiche (fertilizzanti, pesticidi, ecc.) – ha spiegato Beatrice Pucci, di HydroGea – e che determinano spesso livelli di inquinamento considerevoli nelle acque superficiali e sotterranee. Le fasce tampone, quindi, sono in grado di ridurre gli impatti derivanti dalle attività agricole e zootecniche e la loro realizzazione rappresenta una strategia che può contribuire al risanamento di un bacino idrografico”.
HydroGea Vision e i suoi partner stanno monitorando l'efficacia di queste tecniche in un'area sperimentale nei pressi di Cesa. Si tratta del primo progetto del genere in Toscana che si pone decisamente all'avanguardia nel settore a livello europeo.

Ma di cosa si tratta, esattamente?
Le fasce tampone si presentano come zone di transizione tra ecosistema acquatico e terrestre chiamate “ecotoni ripari”. Vale a dire, quelle fasce di suolo spesso coperte di vegetazione che si trovano attorno a tutti i corsi d’acqua, indipendentemente dalla loro grossezza o ricchezza di flusso. In cosa si distinguono queste zone dalle altre contigue?
Innanzitutto, sono spesso soggette a inondazioni che mantengono nel suolo una elevata e persistente quantità d’acqua, a differenza degli ecosistemi contigui. In natura, queste fasce di suolo ospitano un elevato coacervo di specie vegetali differenziate, oltre a un’elevata produttività rispetto ai terreni adiacenti.
Ma soprattutto, si comportano da veri e propri filtri biologici che assolvono a diverse funzioni: oltre a mantenere il corretto equilibrio dei meccanismi idrici e biologici, hanno un ruolo di “tamponamento” rispetto agli inquinanti, creando una vera e propria “buffer zone”. In particolare se la vegetazione riparia è autoctona, ancora meglio se è anche arborea, in modo da svolgere ancora più a fondo anche quella funzione di consolidamento delle rive e regimazione delle esondazioni che permette la conservazione e la difesa del paesaggio. Inoltre, il ripristino e l’impianto di tale fasce tampone consente l’incremento della biodiversità e la riqualificazione ambientale.

Soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa anche da Coldiretti che ha presenziato alla presentazione, riservata agli agricoltori della Valdichiana, con   Francesco Lisi, responsabile del settore acque di Coldiretti Toscana. L'applicazione territoriale di queste tecniche è stata prevista dall'Unione Europea con l'health check della PAC nel 2008 che prevede, tra le altre, proprio fasce tampone con azione di filtro lungo i corpi idrici all'interno delle quali è vietato effettuare lavorazioni e utilizzare fertilizzanti.

Un convegno che si terrà l’1 e il 2 marzo a Firenze illustrerà in maniera ampia e dettagliata l’efficacia di queste barriere naturali in agricoltura. Il convegno “Le fasce tampone come strategia per la riduzione dell'inquinamento dei corpi idrici” si terrà presso l'Auditorium del Consiglio Regionale in via Cavour 4.
 

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