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Agricoltura: la nuova Pac deve avere al centro l’impresa Notizie dalla toscana

Il cammino per la nuova Politica agricola Ue si presenta ancora lungo e difficile. Apprezziamo, però, la disponibilità del commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos per continuare un confronto serrato e costruttivo per una Pac migliore che risponda alle esigenze degli imprenditori agricoli, garantendo i loro redditi e il rafforzamento della loro organizzazione di mercato. Una strategia valida che renda anche più stretti e produttivi i rapporti di filiera. Allo stesso tempo concordiamo con il presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro perché non si arrivi a una riforma a tutti i costi, senza tenere nel debito conto i problemi delle imprese e soprattutto delle crisi che in questi anni hanno provocato pesanti conseguenze per gli agricoltori”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi partecipando al Congresso degli agricoltori europei, promosso dal Copa-Cogeca in corso di svolgimento a Budapest.
Il presidente Politi guida una delegazione della Cia composta dal presidente dell’Agia-Associazione giovani imprenditori agricoli Luca Brunelli, dalla vicepresidente dell’Associazione Donne in Campo Maria Annunziata Bizzarri e dal responsabile della sede Cia di Bruxelles Roberto Scalacci. Il congresso ha come tema "La Politica agricola comune dopo il 2013; come gli agricoltori europei potranno garantire la sicurezza alimentare in maniera innovativa e redditizia".
Gli interventi al Congresso di Ciolos e De Castro sono stati -ha affermato il presidente della Cia- molto significativi. Il commissario Ue ha mostrato grande attenzione alle necessità degli agricoltori, basando il suo impegno sulle convergenze, sull’inverdimento (greening), sulle organizzazioni dei produttori e sulle filiere agroalimentari. Nostro auspicio è che il confronto che si andrà a sviluppare ulteriormente nei prossimi mesi possa realmente generare una riforma adeguata alle sfide che attendono l’agricoltura fino al 2020. Da parte nostra ci sarà piena collaborazione per una politica agricola che abbia precisi obiettivi: l’efficienza del mercato; il rafforzamento delle organizzazioni di produttori; la diffusione dell’economia contrattuale; valide misure per favorire il ricambio generazionale; il sostegno degli strumenti (assicurazioni e fondi di mutualità) per contenere gli effetti della volatilità dei prezzi e delle crisi di mercato”.
Tuttavia, non possiamo non condividere le preoccupazioni di De Castro per il quale, davanti alle attuali difficoltà, si renderebbe necessario ulteriore tempo che farebbe slittare la riforma. D’accordo anche -ha aggiunto Politi- sull’annuncio del presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo che a Strasburgo non si approverà alcuna proposta di riforma se non si conoscerà prima il quadro finanziario Ue. Quindi, le disponibilità e le risorse per l’agricoltura”.
Le risorse, che si annunciano, peraltro, sempre più esigue, devono essere, comunque, destinate ai veri agricoltori professionali, alle aziende che operano nel mercato dei prodotti e del lavoro. Per tale ragione -ha rimarcato il presidente della Cia- ci battiamo con fermezza per dare forte sostegno agli imprenditori agricoli, non ai percettori delle rendite fondiarie e parassitarie. La Pac 2014-2020 deve porre al centro la vera agricoltura e le imprese agricole”.
Ecco perché rinnoviamo l’appello al governo affinché, nella sua collegialità, -ha concluso Politi- nel complesso negoziato comunitario sulla nuova Pac porti avanti una posizione forte, autorevole e condivisa in grado di far valere le ragioni dei nostri agricoltori. Una posizione del ‘sistema Paese’ che sia supportata da un tenace ‘gioco di squadra’”.

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