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Agricoltura, la Regione investe 57milioni di euro Società

Che ne pensate di un trattore satellitare, di un pane che fa bene al cuore, di una birra toscana anche nell’orzo, di un “Olio della Costa” toscana, di complementi d’arredo in lana ovina ora considerata “rifiuto speciale”?
Non sono sogni, sono solo alcuni dei 15 progetti integrati di filiera, i magnifici Pif, che la Regione Toscana ha scelto di finanziare.
I progetti partiranno con 25 milioni di fondi regionali, per un volume complessivo di investimento che supererà i 57 milioni di euro; oltre 7mila gli addetti complessivi interessati, di cui 1536 fra i soli partecipanti diretti ai progetti  (946 dipendenti e 590 autonomi) e 5600 indiretti. Coinvolti 1250 imprenditori, di cui 270 diretti (soggetti che sostengono l’onere finanziario degli investimenti di propria competenza) e 980 indiretti (soggetti che partecipano alla realizzazione degli obiettivi del progetto ma non richiedono contributi). Oltre 17mila ettari di terreno, oltre 60mila animali fra bovini e ovini.

La presentazione dei Pif è avvenuta oggi 27 settembre, con la partecipazione del governatore Enrico Rossi e dell’assessore all’agricoltura Gianni Salvadori.

Che cosa ha reso vincente un Pif?
Innovazione, rispetto della filiera corta, minimizzazione degli sprechi, salvaguardia ambientale.
Le innovazioni si sono concentrate in gran parte sulla riduzione dell’impatto ambientale, l’ottimizzazione delle risorse idriche, l’utilizzo dei residui di lavorazione. Riguardo questi ultimi, da segnalare il riutilizzo del “nocciolino” della sansa e di altri scarti dei frantoi come ammendante per i vivaisti pistoiesi, che compiono così un’integrazione della filiera olivo-oleicola con quella florovivaistica, con un'altra ricaduta positiva: sostituire la torba, materiale in esaurimento, con un altro che finora creava problemi di smaltimento; nella zona di Firenze, gli scarti dei molini diventano biomasse producendo energia; nel grossetano, i residui caseari forniscono cibo di qualità ai suini. Innovazione anche per i sistemi organizzativi, come il progetto mugellano che riguarda accordi con le aziende locali produttrici di cereali per alimentazione animale in modo da creare un centro di stoccaggio che aumenti la disponibilità di granelle rendendone sicura la provenienza dal territorio. Innovazioni che vanno nel senso di riduzione dei costi, aumento della competitività, maggiore qualità dei prodotti, induzione all’aggregazione dei diversi attori agrari-alimentari, introduzione di tecniche ad alta tecnologia.

I progetti che otterranno i finanziamenti regionali sono divisi in tre grandi gruppi di 5, che riguardano i cereali, con 26 milioni di investimento, la zootecnia, altri 5 progetti per 16milioni, altre filiere, vale a dire olio, vino e vivaismo, con 14milioni di investimento.

Oltre all’attivazione delle misure di investimento, molti dei progetti ammissibili hanno colto la sfida innovativa della progettualità integrata propria dei PIF, attivando anche le misure “Attività di informazione e promozione” (7 progetti) e “Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo e alimentare e in quello forestale” (7 progetti).

 

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