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Agricoltura, radici antiche per l’arte del futuro, “vetrina” in Santa Croce Breaking news, Economia

Firenze – Effetto coreografico super: contro il cielo grigio che promette pioggia, stamattina, era un tripudio di giallo, dalle magliette ai cappelli agli striscioni, per la grande piazza di Santa Croce, magnifica sede per la pacifica invasione dei giovani contadini della Coldiretti. Fra le bancarelle, un tripudio di cibo che porta alle tradizioni toscane, rinovate e riviste con l’occhio del futuro. E dal futuro, o meglio, dal futuro che tutti vorremmo che fosse, sembra arrivare il 25enne Matteo, titolare di un’azienda agricola a Montignoso che produce ortaggi e si occupa di allevamento, pecore, manzi, suini. “Vendo ai privati con vendita diretta sul posto, in azienda – dice Matteo – oltre a rifornire negozi di frutta e verdura, per le clientele della zona”.

Un’avventura, quella di Matteo, che è cominciato a 19 anni con l’aiuto della famiglia che lo ha sempre incoraggiato e supportato, che può ben diventare simbolica di un “ritorno alla terra” di cui sono protagoniste le giovani generazioni. Tanto più che non si tratta dell’ultimo rampollo di una famiglia di agricoltori, bensì di un giovane che ha voluto con caparbietà e coraggio seguire la strada dei campi. “Da quando sono nato – dice Matteo – ho sempre avuto la passione per gli animali, per i campi, per l’agricoltura, tant’è vero che mi sono diplomato all’Istituto Agrario, con il diploma di agrotecnico”. In seguito, è stato quasi naturale decidere di aprire l’attività. “Sono partito da zero con l’aiuto dei genitori – racconta – mi hanno sostenuto e piano piano mi sto realizzando”.

Alla politica, alcune richieste: “Un aiuto concreto per le nostre piccole aziende e attività, dal momento che si fa fatica su tanti fronti, dalle piccole cose alle grandi. Anche per investire in strutture necessarie, ricoveri per gli animali, si fa fatica a “fare”. Per quanto riguarda le banche, ad esempio, i mutui vengono corrisposti a costo di ipoteche molto pesanti, e dal momento che chi ha un reddito variabile trova molta difficoltà, serve sempre l’appoggio della famiglia”. Per quanto riguarda la tecnologia, “serve, non si può più pensare di svolgere l’attività esattamente come facevano i nostri nonni. Bene l’innovazione dunque, ma sempre nel solco segnato dalla tradizione. Agricoltura intensiva, idroponica, sono senz’altro innovazioni importanti, possono avere applicazioni importanti, ma non pssono diventare preminenti”. Anche perché, nel caso dell’agricoltura intensiva, come ormai documentato, si rischia l’isterilimento del suolo, mentre l’idroponica potrebbe essere d’aiuto nel momento in cui il suolo terrestre non riuscisse più a produrre abbastanza cibo per il pianeta. Cosa che, ci assicurano non è ad ora pensabile: il suolo terrestre potrebbe provvedere comodamente al cibo per tutti, il problema è come lo si coltiva e soprattutto come lo si rispetta. Al netto di quel gigantesco campanello d’allarme che è il cambio climatico.

Intanto, in questi giorni è la politica che si mobilita, partendo dalla Toscana, col G20 dell’agricoltura. I traguardi sono ambiziosi: “La Carta di Firenze che uscirà da questo G20 ribadirà che l’agricoltura è al centro dell’Europa per le generazioni future e siamo orgogliosi che il messaggio parta dalla Toscana che oggi riafferma il proprio ruolo strategico che da sempre ha avuto in questo settore”, sono le parole con cui il presidente  della Regione Eugenio Giani ha chiosato la mattinata di lavori che ha preceduto l’apertura ufficiale del G20,partita nel pomeriggio al teatro della Pergola, a Firenze.

Con Giani, la vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania Saccardi, hanno dato il benvenuto in Palazzo Strozzi Sacrati al commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli che, dopo un incontro privato, hanno partecipato alla commissione delle politiche agricole della conferenza Stato-Regioni con tutti gli assessori regionali che si è svolta in Sala Pegaso.

“In questi giorni – ha proseguito Giani –  Firenze è una costellazione di momenti importanti di confronto che ci porteranno alla costruzione della carta di Firenze, cioè l’indirizzo strategico per l’agricoltura del futuro, con la centralità di un sistema alimentare sostenibile che segua lo schema “dal produttore al consumatore”, con una nuova strategia sulla biodiversità che tuteli e migliori la varietà di piante e animali nell’ecosistema rurale, con pratiche che contribuiscano  all’azione per il clima del Green Deal per conseguire l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050;  con una  strategia forestale aggiornata. Tutto questo riconfermando il ruolo essenziale in diversi settori strategici chiave degli agricoltori, delle imprese agroalimentari, dei silvicoltori e le comunità rurali. Non solo, tenuto conto anche che nella precedente programmazione siamo stati autorità di gestione del Programma di svuluppo rurale, rivendichiamo  anche per la  prossima programmazione  l’autonomia delle Regioni e un ruolo di rilevanza”.

“Ringrazio gli agricoltori italiani per aver contribuito a sostenere la sicurezza alimentare in Europa durante la pandemia – ha detto il commissario Wojciechowski congratulandosi con Firenze per l’organizzazione affermando che non poteva essere scelto luogo migliore per un incontro come questo –  Ciò  dimostra quanto sia resiliente il nostro settore agricolo, e ne deriva una lezione su come rafforzare il settore, tema che era anche parte della riforma della PAC . Lo sviluppo dell’agricoltura è l’obiettivo fondamentale della politica agricola comune che stiamo varando. E ho tratto una lezione dalle caratteristiche dell’agricoltura italiana che rappresenta una storia di successo perché si basa sulle piccole e medie imprese che, pur avendo un’estensione inferiore alla media europea, hanno un indice di produttività molto elevato. E nella maggior parte dei casi non si tratta di coltivazioni intensive: il modello di quanto vogliamo ottenere nella nostra riforma che punta a un maggior grado di sostenibilità oltre che di qualità, ambiti in cui l’Italia è molto ben piazzata e sono pertanto molto felice di aver incontrato i rappresentanti degli agricoltori e delle Regioni di questo Paese”.

 

 

 

 

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