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Agricoltura, Toscana in calo sul mercato internazionale Economia

Siena – Lo studio condotto dal Servizio Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, presentato durante un incontro organizzato a Rocca Salimbeni dall’Unione Provinciale Agricoltori di Siena e da Ares, Associazione per il Riformismo e la Solidarietà sul tema Insieme in campo per coltivare la ripresa, agricoltura, credito e welfare per tornare a crescere, cui era presente il sottosegretario al Ministero per l’Economia Pier Paolo Baretta, ha messo nero su bianco i dati di una Toscana “agricola” che non brilla.

Nonostante l’agricoltura italiana resti la prima a livello europeo e riesca pure a dimostrare un ruolo attivo nonostante la crisi finanziaria, grazie alla sua natura anticiclica e grazie all’alta qualità dei prodotti agroalimentari, la nostra regione presenta dati deludenti.

Eppure la Toscana, settima regione per dimensione del settore agricolo, ha dalla sua anche il fascino di un brand ormai conosciuto in tutto il mondo. Ma la domanda estera non è riuscita a svolgere un ruolo anticiclico e le esportazioni del settore hanno registrato un andamento opposto rispetto alla media nazionale: i beni agricoli venduti all’estero scendono del 13% in valore, al contrario delle esportazioni complessive regionali che registrano un +27%. Sebbene la dinamica del credito all’agricoltura non sia risultata favorevole (-8% il calo degli impieghi vivi tra il 2008 ed il 2014 in Toscana), le condizioni monetarie non sono sufficienti a spiegare il perché di una caduta di VA e di esportazioni così marcata. La flessione del VA (valore aggiunto) reale regionale è stata infatti meno marcata (-6%) di quella del solo comparto agricolo, sebbene il credito al sistema produttivo, esclusa l’agricoltura, abbia registrato un calo ben più marcato (-13%).

Analizzando i dati diffusi da Eurostat, qualcosa emerge. La Toscana infatti risulta anche una regione con basso livello di capitale umano. Al 2007, infatti, in Toscana solo il 12% dei capi azienda erano diplomati o laureati, rispetto ad una media Europea che era pari al 35%. Primi in classifica erano il Trentino Alto Adige e l’Emilia Romagna, che risultano anche essere le due regioni italiane con la maggiore crescita del VA (valore aggiunto) agricolo negli anni analizzati. Oltre alla dimensione di impresa, anche la qualità del capitale umano è un altro fattore che incide sul livello di internazionalizzazione. In un mondo globalizzato il solo uso del computer e/o la conoscenza delle lingue potrebbero aprire ad un azienda, per piccola che sia, un mercato potenzialmente grande.

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