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Agricoltura toscana sott’acqua Cronaca

L’agricoltura toscana rischia di annegare. Dopo le dure prove del rigido inverno, ora l'annata agraria è nuovamente sotto il tiro del clima, con le eccessive piogge delle ultime settimane in tutta la regione. Senza tregua, le abbondanti precipitazioni hanno allagato centinaia e centinaia di ettari di terreni agricoli facendo salire la preoccupazione tra gli agricoltori.  Vigneti e campi letteralmente sommersi dall'acqua, pratiche e lavorazioni agricole bloccate, a farne le spese sono i raccolti sotto acqua e le semine che non posson essere effettuate. E pensare  che un anno fa (inizio primavera 2011) le coltivazioni agrarie della Toscana erano sotto la morsa dell'aridità in seguito ad un inverno siccitoso.  A tenere con il fiato sospeso l’agricoltura sono anche gli smottamenti, le frane ed i disagi provocati dalla “fragilità” dei terreni in tutta la regione che sono costati già milioni di euro di danni.  Siamo di fronte ad una situazione opposta a quella dell'inverno 2011-2012.
In cima alla lista dei pensieri c’è il settore cerealicolo (grano duro e tenero, mais, orzo) che in Toscana occupa oltre 115 mila ettari impegnando oltre 12 mila aziende. Intere aree già seminate o pronte ad esserlo sono allagate: le situazioni più complicate nel senese (soprattutto in Val di Chiana), nel grossetano, nel pisano e nel livornese. Ad essere maggiormente colpite sono le coltivazioni cerealicole –  ha dichiarato Marcelli – ma sono a rischio anche gli alberi da frutto, in fase di germinazione, e le “primizieprimaverili di questa stagione. La preoccupazione è rivolta anche alle colture orticole, alcune già in fase di crescita, e, per queste, l’ondata improvvisa di freddo, proprio a ridosso dell’entrata della primavera, va a sommarsi al dato negativo, e in controtendenza sulla media nazionale, che registra il -40% delle semine come dato medio.

“Stiamo sorvegliando tutte le situazioni più critiche ed in particolare – ha spiegato ancora Marcelli – la dove si sono già verificate situazione di forte criticità come nel caso delle colline del Candia, a Massa Carrara”. Le previsioni meteo non sembrano promettere nulla di buono con l’arrivo di nuove perturbazioni unite a vento e temporali: “Vigiliamo – ha concluso Marcelli – se il meteo non ci da tregua alcune produzioni sono seriamente a rischio”.

Di questi tempi – ricorda Tulio Marcelli presidente Coldiretti Toscana – ci trovavamo ad affrontare l’emergenza siccità con tutte le sue conseguenze”. A dare le proporzioni del “fenomeno” climatico i dati sulle precipitazioni: nel marzo 2012 (31 giorni) erano caduti complessivamente circa 20 millimetri di pioggia contro i 110 millimetri ed oltre della sola prima quindicina di marzo 2013.

L’agricoltura  è costretta “ad uno stop forzato a causa delle grandi quantità d’acqua che stanno rendendo impossibile qualsiasi tipo di pratica agricola”. Il prolungamento delle perturbazioni con piogge anche abbondanti e costanti, unite a “casi” di grandine e nubifragi, e abbassamenti imprevisti delle temperature stanno mandando in tilt l’agricoltura. A preoccupare Coldiretti sono le previsioni per i prossimi giorni che potrebbero allungare i tempi per il ritorno alla normalità e compromettere il futuro di alcune produzioni che stanno entrando nel vivo. Interi appezzamenti sono sommersi sotto 10-15 centimetri di acqua ed è praticamente impossibile raccogliere gli ortaggi di stagione come è impossibile utilizzare i mezzi agricoli per preparare i terreni.
 

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