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Agroalimentare, su vendite grande distribuzione. Cia: “Riequilibrare rapporti filiera” Economia

Roma  – Dopo la ripresa di inizio anno, continua il trend positivo delle vendite di prodotti alimentari. Il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino, ha commentato gli ultimi dati diffusi ieri dall’Istat sul commercio al dettaglio:
“Per trasformare il trend positivo degli acquisti di cibo, +1,4% che si registra nel primo bimestre del 2015 , in maggiore competitività delle imprese agricole, c’è bisogno anche di una riorganizzazione del settore primario che punti su aggregazione del prodotto e qualificazione dell’offerta

“Nei primi due mesi del 2015 gli acquisti delle famiglie italiane di cibo e bevande sono aumentati dell’1,4% – ha ricordato il presidente nazionale della Cia Dino Scanavino – con la grande distribuzione ancora una volta a farla da padrona (+2,1%). In particolare, tra gennaio e febbraio è proseguita la crescita record degli acquisti nei discount (+4,6%) con rialzi anche nei supermercati (+1,5%). In leggero calo, ancora una volta, le vendite presso i piccoli negozi di quartiere (-0,6%)”.
Il segno più del commercio alimentare, inoltre, trova conferme anche nel fatturato dell’industria alimentare che a febbraio è salita sul podio (terzo posto con +1,9%) delle attività economiche più in crescita.

Tutte tendenze positive -ha aggiunto Scanavino – che si accompagnano alle dinamiche di crescita di inizio anno dei prezzi (frutta e verdura) e che devono riversarsi su tutta l’agricoltura italiana. Il nostro settore, dopo un 2014 difficile con il valore aggiunto in calo, prezzi sui campi ridotti di oltre 4 punti percentuali e redditi in caduta libera (-11%), sta tentando tra mille difficoltà di rialzare la testa.

E’ chiaro, però, che per trasformare i dati positivi sul commercio alimentare in maggiore competitività delle imprese agricole -ha concluso Scanavino – è urgente un riequilibrio dei rapporti lungo la filiera. Una necessità che ribadiamo da tempo e che passa anche attraverso una riorganizzazione economica del settore orientata a promuovere l’aggregazione del prodotto e la qualificazione sui mercati dell’offerta.

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