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Ai limiti di tollerabilità del sistema terra Opinion leader

I popoli primitivi e quelli che ancora oggi vivono in modo primitivo, hanno sempre testimoniato la credenza nella terra come Grande Madre, generatrice di tutti gli esseri viventi. Per secoli e secoli è prevalsa questa visione. La nascita dello spirito scientifico, nel XVII secolo, ha portato all’emergenza nella quale siamo inseriti. In questi tre secoli la Terra è stata considerata come una realtà consegnata all’uomo per essere sottomessa anche con violenza. Madre natura, che doveva essere rispettata, è stata gestita come natura selvaggia che deve essere dominata. La Terra è stata considerata come uno scrigno pieno di risorse naturali disponibili per il consumo e l’accumulo da parte degli uomini.
In questa nuova visione e considerazione del pianeta, non ci si è posto il tema dei limiti di tollerabilità del sistema Terra né delle risorse naturali rinnovabili. Si è operato e si opera come se le risorse fossero infinite e,quindi, in grado di crescere senza limiti anche nel futuro.
L’unica preoccupazione è stata ed è come guadagnare di più nel minor tempo possibile con il più basso investimento.
Si è avviato così un processo storico le cui logiche  hanno progressivamente determinato la formazione di un arcipelago di ricchezze circondato da un mare di miseria.
Data la ricchezza che viene prodotta nel pianeta, il 20% più ricco del mondo ne assorbe l’82%, mentre il restante  80% della popolazione ne assorbe il 18%. Il 20% più povero della popolazione però –  attualmente  1,4 miliardi di persone – si avvale solo dell’1,6% della ricchezza che il  pianeta produce.
In sostanza l’attuale panorama del rapporto uomo-MadreTerra evidenzia che una netta minoranza monopolizza l’uso ed il controllo dei processi economici. Questo determina  da una parte il saccheggio della natura e dall’altra  una grande ingiustizia sociale tra i popoli che vivono sul pianeta
Questo contesto ha determinato nel tempo l’attuale situazione critica. E’ necessario operare per garantire la sostenibilità della terra affrontando la crisi climatica, energetica, alimentare, sociale,etc.
Operare cioè per salvare la casa comune e l’umanità che è parte di essa. L’obiettivo da raggiungere è come vivere e produrre in armonia con la Terra, con gli esseri umani, con l’universo, alimentando la solidarietà tra le generazioni presenti e future per vivere di più  con meno ricchezza, ma distribuita in modo adeguato.
Come realizzare questo profondo processo,questo enorme compito? Un prezioso riferimento è la Carta della Terra,costituita ufficialmente nel 2000.L’UNESCO nel 2003  la indicava come “uno strumento educativo ed un riferimento etico per lo sviluppo sostenibile”
La Carta della Terra è un progetto internazionale indipendente nato dalla società civile mondiale. E’ il frutto  del contributo di oltre centomila persone di 46 paesi diversi. Il progetto si è avvalso anche di un forte impegno di Mikhail  Gorbachev , oltre che di Maurice Strong e Steven Rockefeller. La Carta della Terra ha dato una severa avvertenza “ci troviamo ad una svolta critica…in un momento in cui l’umanità deve scegliere il suo futuro” in coerenza con il fatto che “siamo un’unica famiglia umana e un’unica comunità terrestre con un destino comune…. responsabili gli uni verso gli altri, verso la grande comunità della vita e verso le generazioni future”.

Franco Gentile


 

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