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Aids in Toscana: eterosessali più disattenti STAMP - Salute

I dati esposti giovedì 29 novembre al convegno fiorentino "Hiv e Aids in Toscana: un'epidemia sotto controllo?" testimoniano, in sostanza, un abbassamento del livello di guardia nei confronti della malattia. Ormai l'Aids non si trasmette quasi più per via della classica siringa, quanto per mezzo di rapporti sessuali. Diminuisce, infatti, il numero dei tossicodipendenti affetti dalla malattia, ma aumenta quello delle persone eterosessuali che se ne ammalano. Non ritenendosi soggetti a rischio, gli eterosessuali si avventurano, questo emerge dai dati, sempre più spesso in rapporti non protetti. Gli omosessuali, invece, sono divenuti più attenti, tant'é che, avendo una maggiore percezione del rischio, effettuano il test dell'Hiv nel 41% dei casi. Il 37,2% dei pazienti malati di Aids, scopre la propria positività all'Hiv solo quando sospetta di essersi ammalato, mentre solo il 24,9% si sottopone spontaneamente al test. Da quando l'Aids ha iniziato a venire monitorata fino a fine 2011, in Toscana i casi sono stati in totale 4.125. Il 79% dei malati di Hiv è di sesso maschile, mentre l'incidenza di questa terribile malattia è di 7,3 sieropositivi ogni 100.000 abitanti toscani. Se le donne contraggono meno l'infezione rispetto agli uomini, la contraggono in età inferiore (42 anni contro i 45,5 degli uomini). Gli stranieri continuano ad ammalarsi di Hiv più degli italiani, considerando la loro incidenza sulla popolazione. I dati collocano la Toscana al quinto posto per tasso di incidenza della malattia, (2 casi ogni 100.000 residenti), subito dopo Liguria, Emilia Romagna, Lombardia e Lazio.

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