energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Al via il millenario di Camaldoli Turismo

 Al via le celebrazioni per il millenario del Monastero di Camaldoli, nel casentino – che però non verrà visitato dal Papa durante la sua visita del 13 maggio in Toscana, a differenza della Verna, come fece Papa Giovanni Paolo II quando nel 1993 visitò quelle zone – per ricordare che “questi mille anni sono stati un continuo e plurale tentativo di scoprire la presenza nascosta di Dio dentro la storia degli uomini, e di custodirla, pur salendo la scala della fede e della contemplazione presente nella visione di San Romualdo”. Anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha reso omaggio ai mille anni di Camaldoli con l’invio di una targa ai monaci del monastero. Fu in un giorno imprecisato del 1012 quando, fra il Pratomagno e il Monte Falterona, in mezzo alle foreste casentinesi, a 1098 metri sul livello del mare, Romualdo da Ravenna, monaco dal sangue nobile, decise di fondare un eremo in una radura detta Campo di Maldolo- Campus Maldoli.  In una messaggio del Priore Generale dei Camaldolesi, Padre Alessandro Barban, si sottolinea che “Noi – soprattutto dopo le traversie del ’900 – conosciamo quanto costi tenere fuori dalla storia Dio e la maggioranza degli uomini, e come nessun altra generazione conosciamo la fatica, la complessità e la pluralità degli esiti delle epoche umane. Sappiamo quanto possano durare mille anni, e ci rendiamo conto di quanto sia avvenuto nei dieci secoli della nostra storia camaldolese e come essa non sia mai stata avulsa da quella umana: intrecci politici ed ecclesiali, anticipazioni profetiche, fermentazioni spirituali e culturali inedite, ma anche contraddizioni, ritardi e compromessi inaspettati”. Infine sottolinea qual è lo spirito alla base di questi mille anni e della loro missione:  “Non ci siamo stancati  di interpretare il nostro carisma monastico in tanti modi nei diversi secoli. Per questo non ci siamo mai isolati nei nostri eremi, separati dagli altri, intendendoci come un’élite, ma abbiamo praticato anche la vita cenobitica, e cercato di vivere l’evangelium paganorum nelle diverse situazioni geografiche e storiche”. Il Monastero da sempre è aperto all’accoglienza sia per chi vuole sperimentare forme di ritiri spirituali, sia per chi vuol passare momenti di svago e riposo in piena foresta casentinese. 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »