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Al via il progetto ‘Restauro in diretta’: 100 studenti ‘recuperano’ quattro antichi dipinti Notizie dalla toscana

Il progetto, che viene realizzato gratuitamente dalle istituzioni che vi partecipano,  sarà presentato lunedì 5 marzo alle 9.30 all’Auditorium dell’Ente Cassa (Firenze, via Folco Portinari 5/r) alla presenza del Direttore Generale dell’Ente Cassa Renato Gordini, del Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure Marco Ciatti, della Soprintendente per i Beni Architettonici Paesaggistici Storici Artistici ed Etnoantropologici per le province di Firenze, Pistoia e Prato Alessandra Marino, del Dirigente scolastico del Liceo ‘da Vinci’ Donatella Frilli, dei professionisti coinvolti nei vari settori e degli studenti. Dopo la presentazione si svolgerà la prima lezione-laboratorio; ne seguiranno altre cinque, sempre nella stessa sede, e il corso terminerà il 30 marzo. Ciascun incontro interesserà 50 studenti, suddivisi in due gruppi da 25, che saranno seguiti dalle insegnanti del Liceo e da due restauratori (Sabrina Cassi e Gianmaria Scenini) coadiuvati da due assistenti.

La ditta Phase Restauro S.r.l. ha offerto gratuitamente i prodotti per il restauro e la disponibilità di un chimico (Umberto Mazza); il tutto sarà documentato da una campagna fotografica curata da Cristian Ceccanti. Tutte le figure professionali coinvolte in qualità di docenti daranno il loro contributo a titolo volontario e gratuito.

Ogni gruppo interverrà su una delle quattro tele destinate al progetto: “La Deposizione nel sepolcro” di scuola toscana (sec XVII) di autore ignoto proveniente dal deposito dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze; “San Giorgio e il drago” (sec. XIX) di autore ignoto proveniente dal Convento dell’Abbazia di Vallombrosa; la “Maddalena” (sec. XVIII) di autore ignoto proveniente dai depositi della Soprintendenza Speciale per il Polo Museale e la Città di Firenze e “Ufficiale” (sec. XIX) di autore ignoto, proveniente dalla Casa parrocchiale di San Felice in Piazza,a Firenze.
Il ‘toccare con le mani’, secondo il metodo hands on tipico della divulgazione scientifica, spiegano le ideatrici del progetto, ben si coniuga alle attività dell’artigianato così come la ricerca scientifica e la conoscenza della storia dell’arte sono in stretta correlazione con l’intervento di restauro.

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