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Al via la “class action” contro il bollettino del Consorzio di Bonifica Breaking news, Politica

Firenze –  I fiorentini che vorranno opporsi al pagamento del bollettino del contributo per il Consorzio di Bonifica, ricevuto a luglio, potranno unirsi al ricorso intentato dal consigliere di Forza Italia Mario Razzanelli, (che lo aveva preannunciato lo scorso 15 luglio, all’indomani del ricevimento del bollettino stesso) e dal capogruppo azzurro Jacopo Cellai. I due consiglieri sono assistiti dall’avvocato Giovanni Dirindelli, che presenterà il ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale. Mercoledì 27 settembre e martedì 3 ottobre tutti i cittadini destinatari del bollettino (e che non lo abbiano ancora pagato) potranno aderire alla “class action” contro il Consorzio, firmando la delega presso il notaio Serena Meucci. Questi gli orari: 27 settembre dalle 16. 30 alle 18.30; 3 ottobre dalle 15.30 alle 18.30 presso lo studio notarile della dottoressa Meucci, in Via Giovanni Bovio n. 20 a Firenze.

A darne l’annuncio nel corso di una conferenza stampa ieri mattina a Palazzo Vecchio i due consiglieri azzurri, che hanno dichiarato: “Siamo convinti che questo contributo sia una tassa mascherata, e abbiamo deciso di opporci con tutti gli strumenti legali a disposizione. I servizi forniti dal Consorzio dovrebbero essere coperti dalle tasse che paghiamo già, e non da questo contributo che la Regione Toscana di Enrico Rossi si è inventato di sana pianta. Il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno spende ogni anno 7 milioni di euro per pagare gli stipendi ai propri dipendenti, e alle nostre domande formulate nell’audizione in commissione ambiente al presidente Marco Bottino su cosa facciano i 25 impiegati amministrativi alle sue dipendenze non abbiamo ancora ricevuto risposta.
Oltre ad altri aspetti tecnici che sono al vaglio del nostro legale, il Consorzio dovrà soprattutto spiegare l’assenza di un beneficio specifico e la mancanza di prova degli interventi per i quali è reclamata ogni somma”.

“La politica ha il dovere di muoversi subito per fermare l’esazione di questo balzello, ma anche di lavorare per l’abolizione di questi enti inutili. Il compito di manutenzione e messa in sicurezza dei corsi d’acqua fa capo allo Stato, alle regioni, alle ex province e ai comuni, non sicuramente ai cittadini che già pagano le tasse. È sufficiente passare le competenze attualmente in capo ai consorzi di bonifica alle regioni per eliminare questo spreco di risorse per il mantenimento in vita di questi enti inutili, a tutto danno dei cittadini italiani. Le risorse per questi interventi devono essere previste all’interno dei bilanci dello Stato e delle regioni, rientrando così nella tassazione ordinaria.
Abbiamo già un costo di gestione delle regioni abnorme, non possiamo aggiungerci anche quello per mantenere carrozzoni che servono soltanto come parcheggio di politici trombati” aggiungono Razzanelli e Cellai, che concludono: “Diamo appuntamento ai fiorentini che vorranno unirsi al nostro ricorso mercoledì prossimo e martedì 3 ottobre. Più saremo, e più questa azione di giustizia potrà essere efficace”.

 

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