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Al via la nuova stagione della Camerata strumentale pratese Cultura

Lunedì 9 settembre è stata presentata in conferenza stampa, la nuova stagione concertistica della Camerata, fiore all’occhiello per Prato che veste abiti eleganti e ricchi di cultura. Dinanzi al teatro, infatti, che ospiterà memorabili musiche, è annunciato per prestissimo l’apertura del museo civico con la mostra dedicata a Donatello e Lippi. Prato come città di cultura da diffondere a piene mani come da una cornucopia ai suoi cittadini, per tutti i ceti, per i giovani, per i ragazzi, che potranno scoprire o riscoprire la grande musica ad un costo realmente accettabile. Questa è una sfida, dunque, come ha annunciato Alberto Batisti, direttore artistico della Camerata Strumentale “Città di Prato”. Gli esempi e i paragoni, le similitudini, non mancano: la cultura e quella musicale in particolare, ha bisogno di tempi più lunghi per essere gustata anche da chi vi pone un pregiudizio, che non permette assaggiare quanto è buona la musica, fresca e viva d’emozioni umane, gioiose, profonde, ma anche frivole o semplicemente romantiche, divertenti, adolescenziali. Mozart, si ricordi, ha scritto molta della sua musica ad età giovanissima. Non sono gli anni che abbiamo, quello che conta, ma lo spirito che dimostriamo e la musica della Camerata Strumentale offre ai pratiesi un’ottima occasione d’ascolto. La riflessione è d’obbligato. Guido Moradei, presidente della medesima, ha affermato, ricordando nella sala del teatro, la soddisfazione di aver visto piazza del Duomo piena di cittadini ad ascoltare il concerto di giovedì scorso, diretto dal maestro Pinzauti, prologo della nuova stagione concertistica. L’impegno verso la città, lo ha affermato, proprio Pinzauti, ha una valenza in termini di ricchezza di musica, proposta al pubblico.

In apertura di conferenza, Moradei ha aperto con un appello per sostenere l’iniziativa, ormai arrivata alla sedicesima edizione. I saluti di rito, non erano poi così formali per le proficue partecipazioni e collaborazione con la scuola comunale di musica Giuseppe Verdi e Promusica di Pistoia che da molti anni ha affiancato l’orchestra pratese. Eppure, ha preso l’aspetto informale questa presentazione della nuova stagione. Gli interventi si sono succeduti con profusa passione in esempi domestici, e ragazzi entusiasti della loro esperienza nei concerti di musica classica, fino a quelli culinari, paragonando la grande musica alla minestra di pane! Sapori dalle infinite sfumature come appunto la musica.

Il programma è ricco, equilibrato. Non eccede e non è particolarmente indirizzato quasi in forma antologica e celebrativa, verso particolari autori o epoche da ricordare; fortunatamente il tredici, porta pochi anniversari. La stagione, però, come ha ricordato Batisti, è impegnata contro il pregiudizio: della musica e della cultura. Gli otto concerti saranno dunque un appuntamento da non perdere. Si spazia da Dvorak a Perglolesi, da Beethoven a Rinmskij Korsakov passando sempre per Mozart sicuro acchiappa pubblico. Ma anche Haydn, Cajkovskij. Insomma, tra spumeggianti e raffinate serate d’ottima musica. Più che in altre occasioni, questa pare adatta a far breccia sul pregiudizio: ad opere conosciute e celebrate, ci saranno alcune da scoprire, come nel secondo appuntamento di novembre con i concerti per violoncello di Carl Philipp Emanuel Bach, secondogenito di J.S. “Abbellitevi” dunque, come diceva mia nonna, quando portava la minestra di pane a tavola. I sapori dello slow food non tradiscono mai, come le emozioni, i sapori della buona musica. Chapeau.

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