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Alba, torna la sinistra. Appoggio a liste civiche a Siena e Pisa Politica

La sinistra che non si vergogna di essere sinistra, anzi che riafferma con forza di essere diversa e alternativa. Forse è questa la cifra più interessante che emerge dagli interventi, dalle dichiarazioni, dai commenti raccolti a margine dell'assemblea nazionale di Alba (Alleanza Lavoro Benicomuni Ambiente) che si è tenuta sabato a Firenze. Interventi, presenze conosciute e proposte di cittadini, metodo assembleare "corretto" (con iscrizione nelle liste a parlare rispettoso del genere), analisi politiche, economiche e sociali, per un tema intrigante e solleticante: il caos del dopo elezioni.

Che sabato si sia respirata aria di sinistra, lo conferma anche quello che rischia di diventare lo slogan riassuntivo della giornata, semplificante sì, ma anche immediato: il commento di Carlo Freccero (che inizia il suo discorso ammettendo di trovarsi per la prima volta dopo 37 anni a partecipare a un'assemblea politica) che dice: "Bersani finalmente ha capito una cosa sola, che il torcicollo deve averlo a sinistra e questo mi sembra molto importante. Dopo tanti anni, dopo aver fallito nel guardare sempre al centro, ha capito che deve guardare a sinistra. Il problema è semplice: il Pd ha un problema di identità''.

Un problema di identità che sembrerebbe trovare la sua materializzazione nella figura "leaderistica" di Matteo Renzi, vale a dire di chi non si colloca ne' a destra ne' a sinistra, come commenta Freccero. "Renzi è interessante perché appartiene alla categoria del nuovo, ma ancora del leaderismo. Sono ovviamente i media a considerarlo nuovo. Il nuovo nel marketing politico ha sempre un valore incredibile. La sua grande novità è che non è ne' di destra ne' di sinistra. E' la sua grande qualità per vincere oggi. Il Pd, com'è noto, è una fusione a freddo: Renzi, con la sua contemporaneità, con la sua presenza, con il suo modo di fare porta ancora in gioco un partito che finalmente ha trovato il suo leader. Renzi che non è ne' di destra ne' di sinistra fa di questa fusione fredda una fusione calda''.

Prendendo per buona l'analisi di Freccero, rimane un problema: che farà Renzi in un partito dove l'onda montante sembra venire da sinistra, soprattutto con riguardo alla new entry Fabrizio Barca, tutto impegnato a ricreare, sembra di capire, un soggetto unico "che non si vergogni di chiamarsi sinistra"? In questi giorni, trova l'intesa con D'Alema. Appunto. Sorge quasi il dubbio che Renzi rischi di essere superato dagli eventi.

Intanto, c'è spazio per le autocritiche, affidate a uno dei fondatori del movimento, Paul Ginsborg.
Richiamando l'attenzione sul manifesto "incompleto" della sinistra stessa e di Alba ("tocca a noi – dice Ginsborg –  esiste la possibilità di un lavoro molto serio e produttivo") il professore ricorda che tutta la sinistra ha "regalato" alla destra interi temi su cui è esistito il vuoto. Temi di grandissima importanza, come la famiglia ma anche lo Stato, la sua funzionalità, il fatto che i cittadini italiani perdano mediamente dai 15 ai venti giorni tutti gli anni a districarsi fra la complicatezza della burocrazia, la necessità di semplificazione e funzionalizzazione. Altro punto, fondamentale per Alba, che crede nella democrazia diretta: con quali modalità si può riuscire a tenere insieme le due esigenze di democrazia (diretta) e funzionalità dello Stato, per lo più in un sistema sempre più rapido, che richiede decisioni ( o soluzioni?….) sempre più veloci?? Un tema interessante, che pone sul tappeto anche il problema della leadership, ad esempio, per Alba sempre collettiva, democratica, allargata. Con quali modalità di attuazione?

Un tema che sembra richiamare anche le difficoltà in cui si dibatte un altro grande esponente del dopo-elezioni, Beppe Brillo, con i ben noti "problemi" di gestione della Rete e della "demobrazia-web" ancora in fase di rodaggio. Ed è sempre Freccero, invece, da grande studioso della comunicazione, a suggerire una delle risposte all'appeal di Grillo nei confronti degli elettori: sbarcato in Rete quando ha già alle spalle un patrimonio di notorietà televisiva oltre alle "stimmate" della vittima del sistema Rai, Grillo rappresenta l'interrelazione perfetta di tutti media, dalla carta stampata, alla televisione, al web. Un punto di forza in cui veicola anche un messaggio tutto sommato moderato, spiazzante per le "ali" "Grillo ha fatto ciò che Monti avrebbe voluto fare, tagliare le ali" commenta Freccero. Cioè? Impedire (ed è sua stessa ammissione) ad altri movimenti di ben diversa protesta di balzare sulla scena, come Occupy Wall Street, ad esempio (ma, diciamo noi, anche a movimenti come Alba Dorata). Ma che Grillo si rivolga rassicurante a un 'area di "centro" lo testimonia anche un altro dato: le modalità del suo messaggio, frammentario, semplificato, con grande attenzione al dettaglio, alla realtà magari locale; tutto ciò che è complesso è vecchio, brutto e appartiene alla casta.  Perchè la rivoluzione di Grillo è moderata, semplificata, si rivolge a un pubblico maggioritario.

E dunque? Dunque, Freccero propone una "mission" importante alla sinistra, ad Alba: alfabetizzare gli 8 milioni che sono il terreno della sinistra (rediviva?…) su un tema puntuale e preciso, la crisi del capitalismo. E gli 8 milioni di seguaci di Berlusconi? "I sudditi ritengono di essere sempre protagonisti"

Non è solo questo, il tema fondante della nuova "alfabetizzazione", come già visto, per Ginsborg, ma anche per Guido Viale, l'economista del movimento. Alba intanto lancia direttrici molte concrete per le sue prossime tappe: ad esempio, appoggerà alcune liste civiche alternative al centrosinistra alle prossime amministrative a Siena, Pisa, Brescia e Roma. E tuttavia, non mostrerà il suo simbolo.

''Siamo qui per discutere una proposta di schieramento di forze contro la politica economica dell'Unione Europea – ha spiegato  Viale, uno dei fondatori di Alba – intendiamo anche mettere in atto un'azione di stimolo di tutte le amministrazioni locali perchè si assumano delle responsabilità nel sostenere questo rigetto delle politiche finanziarie e per sollecitarle alla riappropriazione dei servizi pubblici che invece stanno svendendo a piene mani. Chiederemo che le amministrazioni si assumano anche la responsabilità nel rilevare, perlomeno dal punto di vista giuridico, delle aziende chiuse o in via di chiusura. Naturalmente questo richiede la mobilitazione delle maestranze, delle università per il sapere tecnico, le associazioni civiche per quel che riguarda il territorio".

In ogni caso, se Alba guarda ai movimenti sul territorio lo fa ''senza alcuna pretesa di rappresentarli perché loro si rappresentano benissimo da soli'' come ha sottolineato Marco Revelli, altro fondatore di Alba.
E verso l'attuale sistema dei partiti della Seconda Repubblica, l'analisi di Revelli è spietata: "Sono i rottami di quel bipolarismo autoritario che fu intessuto nel 2008 da Veltroni e Berlusconi". Ed ecco i risultati: il Pdl perde la metà dei voti, il Pd un terzo, la Lega nord circa il 65%. "Chi vince è Grillo, Pd e Pdl tengono solo fra pensionati e casalinghe, quelli che guardano la televisione". E per di più, si sta disegnando una nuova mappa: "da un parte i partiti di sistema, dall'altra quelli alter sistema". E dunque, "siamo dentro a una crisi di sistema". Da cui, par di capire, si esce "guardando a sinistra".

A Barca, ad esempio? Non sembra atterrito dalla prospettiva, tutt'altro, Paul Ginsborg, che a margine dell'incontro commenta: "Barca è una persona seria". Conclude:  "Ho apprezzato il tentativo di Bersani di coinvolgere i M5S. Ritengo che su 4 punti cardinali si poteva trovare un 'intesa con Grillo, che ha perso un'occasione storica. Napolitano doveva portare Bersani in Parlamento".

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