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Alchimia e magia da Lisbona al Museo Marini Cultura

Joāo Maria Gusmāo e Pedro Paiva, trentenni artisti di Lisbona, hanno scelto un assioma di Pessoa sull’entità  e quindi il significato delle cose, per dare il titolo alla loro eccellente mostra, allestita al museo Marino Marini. Gli aggettivi elogiativi per l’arte del tempo presente è meglio in genere usarli con parsimonia, ma questo ben calza all’attuale esposizione. A maggior ragione, considerato che il direttore artistico Alberto Salvadori ha dichiarato essere questa una “produzione della Fondazione Marini”, fatta “con sforzi economici” e destinata a viaggiare anche in altre sedi museali. La fenomenologia della visione, in
Gusmāo e Paiva, si esplica attraverso 4 proiettori da 16 mm e 35 mm (niente digitale qui, vera pellicola che gira frusciando in libertà, oltretutto rallentata) che emanano – nel buio totale della cripta – sequenze di filmati muti che non sono consequenziali, non narrano; ma se sappiamo calarci nella loro atmosfera sofisticata, ritroviamo riferimenti e rimandi allestiti tutti intorno, come la scultura di bronzo che abbiamo appena visto sullo schermo in forma di mazzo di ceri attorti. O come le due fantastiche camere oscure: una chiusa dentro un anfratto della cripta, dove sulla parete di destra rivolve su un asse invisibile l’immagine moltiplicata e brillante di una ruota di bicicletta, quasi fosse un sistema di pianeti. I due artisti descrivono questo lavoro come “il luogo dove più ci si avvicina a Platone, mentre ci si allontana dalla sua caverna”. L’altra si presenta aperta come una scultura anch’essa, e di nuovo è l’occhio, la visione e la soggettività di questa cui si allude: un uovo di struzzo appeso che attraverso una lente, si riproietta all’interno di un altro uovo spaccato, tutto allineato in orizzontale davanti ai nostri occhi che osservano all'esterno. A questa combinazione alchemica partecipano anche altre immagini in anamorfosi che si evidenziano sui muri spessi e bassi della cripta. Conviene soffermarsi e farsi catturare dalla densità opaca dello spazio e dall'impercettibile scorrere del tempo, e una volta tanto lasciare che la realtà e l'immaginario si scambino i ruoli.

Museo Marino Marini. Fino al 14 gennaio 2012

Orario: dalle 10 alle 17, chiuso la domenica e il martedì  www.museomarinomarini.it

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