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Aldo Ciccolini al Teatro della Pergola Spettacoli

Gli Amici della Musica hanno ieri proposto al Teatro della Pergola un appuntamento d’eccezione, non solo perché ne era protagonista un nome storico del pianoforte. Il fatto è che ad 86 anni Aldo Ciccolini, napoletano di nascita e parigino d’adozione, tiene interi concerti solistici con stupefacente brillantezza e controllo, offrendo per giunta interpretazioni di assoluto valore.
Ciccolini ha presentato due fra gli autori con cui da sempre più si è distinto: Mozart nella prima parte, Liszt nella seconda come omaggio al bicentenario appena passato. Il primo brano mozartiano, la celeberrima Sonata con la “marcia turca” (K 331), è trascorsa con eleganza, ma è con l’altra Sonata (K 333) che il concerto ha spiccato il volo, con una ricchezza di colori, una plasticità e chiarezza di fraseggio davvero magistrali. Nel finale, a ogni ritorno dell’ingenua melodia principale, sul volto di Ciccolini compariva una divertita espressione da bambino sornione. Il tempo lento centrale è stato di una bellezza e intensità indimenticabile.
L’omaggio a Liszt si è aperto con due trascrizioni, ripensamenti di scene dalle più importanti opere liriche del secondo Ottocento: Aida di Verdi e Tristano di Wagner. Ciccolini vi ha potuto sfoggiare tutta la sua affascinante tavolozza timbrica (solo alle roboanti esplosioni gioverebbe – va da sé – qualche anno di meno), fedele al puntiglio lisztiano di ricreare le sonorità e gli intrecci dell’orchestra, vestendo il tutto di una scorrevole cantabilità: anche la wagneriana morte di Isotta era priva di estenuazioni. Poi, tre pezzi dalle Armonie poetiche e religiose, una serie con cui Liszt voleva tradurre in musica, senza parole, poesie e suggestioni dell’omonima raccolta di Lamartine, all’epoca famoso scrittore francese. Ciccolini ha suonato l’Inno al risveglio di Gesù bambino, teneramente cullante, un deciso Miserere da Palestrina, rievocazione della musica sacra rinascimentale, e per ultima, concisa e risoluta, l’Invocazione. Lunghi applausi, pubblico felicemente di ogni età, e tre bis tutti nello stesso, esemplare spirito del resto del concerto. 

 

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