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Alla Biblioteca Nazionale il Sessantotto in foto, stampa, musica e costume Cultura

Firenze – Arriva ultima in ordine di tempo, ma non sarà ultima per la qualità e la quantità del materiale esposto la mostra sul Sessantotto che la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si appresta a inaugurare l’8 novembre prossimo. Rispetto alle iniziative che l’hanno preceduta in questo anno del cinquantenario dell’anno della rivolta giovanile, “E tutto sembrava possibile. Il Sessantotto in Italia fra realtà e utopia” offre  materiali diversi da quelli finora mostrati al pubblico – opuscoli, volantini, fotografie, manifesti, giornali, libri d’artista come quelli di Luciano Caruso e Mario Mariotti – materiali che solo la Biblioteca possiede grazie alla sua missione istituzionale.

Nelle bacheche e nel touch screen si potranno vedere riviste e quotidiani nati in quegli anni, come «Pianeta fresco», la rivista underground diretta da Fernanda Pivano e disegnata da Ettore Sottsass, edita in soli due numeri fra il 1967 e il 1968 a spese degli autori, che veniva venduta abbinata ad una rosa, o come la rivista «Due +», edita dalla  Mondadori  dal 1968 agli anni 80, rivolta alle donne italiane che spazia da temi di attualità a temi più intimi, sesso e rapporti di coppia inclusi. 

La scelta della curatrice della mostra, Silvia Alessandri, vicedirettrice della BNC, assistita da un comitato scientifico multidisciplinare di esperti, è stata quella di inserire la documentazione di ciò che mosse e di ciò che fecero il movimento studentesco e operaio nel più ampio contesto storico, sociale e culturale di quegli anni. Gli eventi più significativi, la moda che predominava, le tendenze artistiche, le canzoni militanti e quelle più commerciali che si adeguavano al nuovo clima: da Contessa di Paolo Pietrangeli a Canzone per te di Sergio Endrigo che in quell’anno cruciale vinse il festival di Sanremo.

Il percorso partirà dalla grande sala di lettura al pianterreno che ospiterà la sezione dedicata a tutto ciò che non era direttamente la lotta politica, ma che la alimentava e sosteneva. Due grandi prospetti cronologici aiuteranno i visitatori a entrare in quel mondo di cinquanta anni fa suscitando ricordi ed emozioni nei più anziani, curiosità e interrogativi nei più giovani.

Si cominciano poi a percorrere le strade della “immaginazione al potere”, della contrapposizione senza compromessi con il potere in qualunque forma si presentasse. Prima stazione il ’68 a Firenze a partire dagli scontri fra la Celere e gli studenti in piazza San Marco documentati dal libro di Giovanni Spinoso. Poi, al primo piano, nella Sala Dantesca e nel grande corridoio attiguo, il film di carta di quello che accadde nel resto del Paese.

I principali eventi dell’anno saranno commentati dalle grandi pagine dell’Espresso, con le sue importanti firme giornalistiche, le foto a colori e in bianco e nero dei maggiori fotografi dell’epoca e la grafica d’avanguardia. Di particolare interesse le fotografie di Rodrigo Pais, grande fotoreporter che ha lavorato per le grandi testate nazionali. Pais ha documentato il Sessantotto in circa 550 servizi fotografici per un totale di 5960 scatti. Il percorso della mostra parte da quelli che raccontano la tragedia degli abitanti del Belice colpiti dal terremoto la notte del 14 gennaio.

Il catalogo dal titolo “E tutto sembrava possibile”, a cura di Silvia Alessandri, esce nella collana “Lo scaffale della Biblioteca”, edito dalla casa editrice Nerbini in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Tutto da leggere.

La Mostra sarà aperta fino al 9 febbraio 2019 e sarà accompagnata da un ciclo di conferenze  e da visite guidate

In alto la copertina del catalogo di Nerbini

 

 

 

 

 

 

 

 

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