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Alla Juve due uova di Pasqua per battere la Fiorentina Opinion leader

Torino – La Fiorentina perde uno a zero a Torino contro la Juventus dopo una partita gagliarda, avendo mancato anche una serie impressionante di gol, in parte per sfortuna e/o precipitazione, in parte per il portiere bianconero Szeczesny, venuto dal cielo in terra a miracol mostrare. Benché con la partita di mercoledì nelle gambe, mentre la Juventus riposava da domenica (poi ci direte chi fa i calendari a favore di chi), la differenza tra la capolista e i viola di Iachini non si è vista mai.

Giocando in casa, la Juventus ha attaccato, senza però mai provare spazio per il tiro, chiusa da un ottimo centrocampo e da una difesa che non ha fatto toccare palla a Higuain e concesso poco e nulla a Cristiano Ronaldo. La Fiorentina / Commissina ha inoltre contrattaccato con rapidità innescando micidiali contropiedi che non sono finiti in rete solo per un’evidente avversione degli dei.

Saccenti, gobbi e pignoli opineranno ora che il risultato ufficiale è tre a zero, e tanto sarà in effetti trascritto nelle classifiche. Ma in un mondo migliore, ovvero senza arbitri sensibili alle lusinghe del noto potere bianconero, citato anche negli annali del tifo col nome di Rubentus, la partita si è conclusa altrimenti. E poiché noi apparteniamo e aspiriamo a quel mondo migliore, i rigori rubati li ascriviamo alla sfera delle ingiustizie inaccettabili e non sono perciò considerati. Agnelli ringrazi se diamo legittimo il terzo e ultimo gol. Se già non fosse stata in deficit di due reti, questa tenace Fiorentina non avrebbe certo concesso quella zuccata solitaria del difensore spilungone.

Commisson de Commissoni si è correttamente indignato a nome della squadra e di tutta Commissoria City, attaccando duramente nonché a ragione le scelte dell’arbitro. Il quale, a tutti i costi, ha voluto dare una mano alla famigerata “Rubentus”, anche lui  forse avvezzo a star sempre coi frati e a zappare l’orto. Non si sa mai cosa può capitare nella vita.

Dunque occhio alla moviola Var. Siamo intorno al minuto 38 del primo tempo. Azione prolungata della Juve, palla che svaria da destra sinistra e ancora a destra, la difesa respinge, palla sospinta verso Pjanic che, da fuori area, spara una saetta. Il tiro colpisce Pezzella mentre sta volgendo le spalle per proteggersi, tocca la spalla destra, quindi ormai smorzato carambola sulla mano sinistra del difensore che in quel momento sta guardando verso la porta. E’ mano ma involontaria e ininfluente. I Rubentus gridano al rigore, l’arbitro consulta la Var tanto per giustificarsi e concede quanto richiesto come volevasi dimostrare. Ronaldo segna col primo tiro bianconero in porta, contro i tanti della Fiorentina.

Rotto il ghiaccio, il secondo tempo è più arrembante. Gli schemi non cambiano, Juve che attacca, Fiorentina che contrattacca con convinzione e gamba. Iachini vuole recuperare, toglie un buon Ghezzal dal centrocampo e manda Vlahovich nella mischia. Tre attaccanti. Esce anche Cutrone ed entra Sottil. Occasioni gol da una parte e dall’altra. Ci sta anche di pareggiare. Invece l’arbitro scongiura il rischio ed ecco il secondo rigore. Ceccherini in area anticipa Rabiot che però cade. Fischio, proteste viola, corsa al Var, conferma. Di nuovo Ronaldo, di nuovo gol. Il cronometro segna ormai 80 minuti. Partita finita.

Entra anche Bernardeschi ma non se ne accorge nessuno. La Viola si sgonfia. Allora ditelo: se volevate far vincere la Juve a tutti i costi vi si regalavano i tre punti e si rimaneva a casa. E’ così che la squadra perde un po’ la quadra, la concentrazione cala e alla fine ecco anche il terzo su angolo, testa del biondone De Ligt lasciato un po’ troppo solo. Per quanto mi riguarda è l’unico gol valido, dunque Juve-Fiorentina uno a zero. Gol su azione del potente attacco bianconero: nessuno. Per la cronaca l’arbitro era tale Pasqua di Tivoli. Nel post partita Commisson de Commissoni e lo juventino Nedved si sono invitati reciprocamente a prendere un tè, ovviamente avvelenato e senza zucchero. Ma è sempre la solita storia: la strapotente Juventus per vincere ha bisogno di arbitri compiacenti.

Ciò detto, la Fiorentina c’è. I ragazzi viola si sono battuti da squadra, bene organizzati, coriacei e decisi a vender cara la pelle. Mancò la fortuna, non il coraggio. L’onore è salvo. Le gazzette prezzolate titolano già “La Juve travolge la Fiorentina”, ma niente è meno vero. Il titolo corretto sarebbe “Per la Juventus due uova di Pasqua in anticipo”.

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