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Alla ricerca dei ruoli perduti Rubriche

Lei diceva che, se fosse cosi, i ruoli degli uomini e delle donne sarebbero sempre gli stessi, che nulla è cambiato e che sarebbe roba vecchia, del tempo di Adamo ed Eva. Mi sono domandata perché abbiamo bisogno di cambire i ruoli. Cominciai a ricordare un fatto che succede spesso con le  donne: alcune, quando iniziano a ballare il tango, non avevano mai usato una scarpa con il tacco, o un fiore nei capelli,  che sono due simboli molto femminili. Dopo un po' queste cose arrivano senza che loro nemmeno se ne accorgano. Quando se ne accorgono, hanno più scarpe col tacco che quelle basse. Poi ricordai anche di uomini, che parlano della bella sensazione del contatto con la donna, di prendere le decisioni in pista, di proteggere la donna, insomma tutte quelle cose che sono culturalmente viste come maschili. E allora pensai, queste persone vogliono cambiare i ruoli o,  invece,  vogliono ritrovare qualcosa che hanno perso?
Le donne sono sempre state viste come esseri fragili, sensibili e bisognose di cure.  Mentre gli uomini sempre ammirati come esseri obbiettivi, forti, controllati e invulnerabili. Queste discriminazione hanno avuto un prezzo: non solo le donne hanno sofferto molto cercando di dimostrare che sono forti e capaci, perdendo tante volte l'anima femminile per provare il suo valore. Ma anche gli uomini, principalmente perché è stato loro vietato di scoprire e vivere i propri sentimenti, sono stati formati  pensando alla intimità  come qualcosa di cui aver paura, alimentando e rispondendo all'aspettativa sociale di  "indipendenza". Queste due circostanze  insieme finiscono per  inibire lo sviluppo di rapporti íntimi che permettano l'esistenza delle differenze: gli uomini, in questo contesto, sono diventati invece più fragili e piu paurosi, perché devono sempre provare che sono forti e coraggiosi per sentirsi accettati.
Il tango permette alla donna di ritrovare la sua femminilità, ma non parlo della femminilità dettata della società, dove le donne devono  avere stereotipi ben precisi per essere considerate vere femmine, ma quella che viene dall'anima. Una femminilità autentica, che non si può comprare con chirurgie estetiche, diete, o bei vestiti, ma va molto oltre tutto questo. E' una sensazione che abbiamo dentro, molte volte dimenticata, e che il tango permette che emerga.
Non abbiamo bisogno di cambiare il sistema sociale in cui viviamo, ma non possiamo nemmeno permettere che questo alteri la nostra natura femminile. Non abbiamo bisogno di compettere com gli uomini, né adottare qualità maschili. Abbiamo bisogno soltanto di convivere bene con la nostra essenza femminile.
Per l'uomo il tango permette di vivere i suoi sentimenti, e con questo diventare più sensibile alla realtà dell'altro, collaborando con l'autoaffermazione dell'altro, valorizzando l'altro come persona, preservando però alcune caratteristiche maschili:  quelle della protezione, della guida e della strategia, che servono per poter ballare in una milonga.

 Preservando la nostra essenza. Anzi, unendo le nostre differenze troviamo la completezza. Maschile e feminile rappresentano molto più che la semplice identificazione di organi genitali. Sono le polarità che circondano tutti gli opposti nella vita. La cura materna e il codice di etica paterna, l'intuizione e l'espressione fisica, la mente e il sentimento, il conflitto e l'armonia, lo spirito e la materia. Tutti questi opposti lottano costantemente dentro di noi e giustamente per  via  di questa grande lotta riusciamo a perfezionare la nostra personalità.
Dobbiamo considerare la diversità fra il  mondo maschile e femminile senza superiorità o inferiorità. Sia nel ballo che nella vita, la cooperazione fra i due proporziona l'equilibrio.
Ho gia sentito da qualcuno che il tango è stregato, o che vizia, e penso che è proprio vero, nel senso che ci porta a vivere sensazioni uniche. E' difficile vivere in altre situazioni,  nel momento che ci porta ad avere un contatto profondo con il nostro vero io. Per far emergere la nostra vera essenza attraverso il tango, non basta ballarlo, ma ci serve un contatto vero con il partner, è necessario dalla parte dalla donna, che lei permetta all'uomo di condurla, che dimostra all'uomo di aver fiducia in lui, che sia presente e partecipe.

L'uomo invece deve fare sentire sicura la donna, protetta e unica. L'uomo che balla facendo coreografia di passi, e senza interpretare la musica, non riuscirà mai a portare la donna all'estasi, perché lei capisce subito che lui non balla per lei, ma in modo meccanico. Se nel momento del ballo non si riesce a stabilire una connessione vera, di cooperazione, di abbandono e di fiducia reciproca non si riuscirà mai a  fare emergere la nostra vera essenza.
         

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