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Alla scoperta della Madonna dell’Umiltà Cultura

Continuano gli appuntamenti de “Il Museo e la Città”, quest'anno dedicati al Cinquecento. Giovedì 9 maggio alle 17 nel salone del primo piano di Palazzo Fabroni (via Sant’Andrea 18), Amedeo Belluzzi, professore ordinario di storia dell’architettura all’Università di Firenze, affronterà il tema "Giuliano da Sangallo e la basilica della Madonna dell’Umiltà". Venerdì 10 maggio alle 15 nel vestibolo della basilica della Madonna dell’Umiltà, in via della Madonna, sarà invece la volta di Mauro Mussolin, ricercatore di storia dell'architettura alla scuola Normale Superiore di Pisa e Valerio Tesi, architetto e responsabile per la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per Firenze, Pistoia e Prato. Entrambi discuteranno su La fabbrica dell’Umiltà fra Vasari e Ammannati e il suo cantiere di restauro. La partecipazione alle conferenze è gratuita e non occorre prenotarsi. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni contattare i numeri 0573 371214/371277 o visitare il sito www.comune.pistoia.it. Inoltre, la conferenza a Palazzo Fabroni offre anche la possibilità di visitare la bella mostra di artisti contemporanei "Oltre il Giardino", mentre a pochi metri da lì c'è un'altra opportunità da non perdere, la magnifica collezione di bronzi "Grandi maestri piccole sculture", a Palazzo Sozzifanti. Il suggerimento di Stamp è che entrambe sono imperdibili.

Sotto il profilo architettonico, urbanistico e culturale l’imponente mole della basilica della Madonna dell’Umiltà è l’edificio che maggiormente si identifica con la storia e l’immagine di Pistoia, oltre a costituire la più importante testimonianza rinascimentale dell'architettura monumentale pistoiese. La costruzione del tempio fu avviata nel 1495, per dotare di una più degna sede un’immagine miracolosa ad affresco, raffigurante la Madonna dell'Umiltà. Il progetto si deve al famoso architetto fiorentino Giuliano da Sangallo (Firenze 1445 ca. – ivi 1516) e la costruzione fu affidata al legnaiolo e architetto pistoiese Ventura Vitoni. I lavori si trascinarono a lungo per completarsi con la solenne cupola a spicchi con lanterna alla sommità, realizzata da Giorgio Vasari fra il 1561/62 e il 1567 ad imitazione di quella celebre del Brunelleschi per il Duomo di Firenze. Verificatesi gravi dissesti statici proprio alla cupola, intervenne a sanarli l'architetto granducale Bartolomeo Ammannati (fra il 1575 e il 1585), cui fu anche affidato l'incarico di terminare la decorazione delle cappelle dell'ottagono e di trasportare nel luogo dell'attuale altare maggiore l'immagine miracolosa della Madonna (1579). La chiesa fu inaugurata il 31 dicembre 1582.
Il recente progetto di restauro e consolidamento della basilica e della cupola, predisposto dalla Soprintendenza di Firenze insieme alla Curia vescovile e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e avviato nel 2008, sta volgendo al termine.

Le due conferenze evidenzieranno un argomento particolarmente intrigante – stretto com'è tra le contrastanti spinte del patriottismo civico pistoiese (con relativa sopravvalutazione del ruolo di Vitoni) e la ‘prepotenza’ di Firenze, che dota Pistoia di una cupola d'impianto brunelleschiano che è un vero e proprio manifesto del dominio fiorentino sulla città (ma anche un riconoscimento a Pistoia di un ruolo di grande spicco).
Il Museo e la Città” è realizzato dal museo Civico in collaborazione con il dipartimento Sagas (Storia Archeologia Geografia Arte Spettacolo) dell’Università di Firenze.

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