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Alla scoperta delle origini della Manifattura Ginori Cultura, Foto del giorno

Sesto Fiorentino – Scoprire i gioielli della Manifattura Ginori attraverso una pregevole mostra dove sono raccolte, selezionate, quarantacinque opere, visibili da sabato 8 ottobre 2022 fino al 16 aprile 2023, presso la Sala Meucci alla Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino.

In attesa della fine dei lavori di ristrutturazione dello storico Museo Ginori e il rinnovamento dell’allestimento della sua collezione permanente, questa piccola esposizione temporanea, dal titolo “L’oro bianco di Sesto Fiorentino – Opere del Settecento dal Museo Ginori”,  permetterà di apprezzare tre secoli di storia della famosa manifattura di porcellana avviata nel 1737 dal  marchese Carlo Ginori e ancora attiva, un patrimonio imprenditoriale  unico nel suo genere.

Ammirare le opere esposte è come fare un viaggio lungo i sentieri dell’evolversi degli stili artistici, – afferma Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana – del costume, della scienza, delle tecniche produttive e dell’imprenditoria, che ripercorrono la storia della trasformazione di un’invenzione scultorea in una porcellana”.

Tra i manufatti artistici presenti in mostra si distingue il busto in porcellana di Carlo Ginori, copia del suo monumento funebre del 1757, presente nella Cattedrale di Livorno, dove il marchese fu governatore dal 1746.

Particolari sono le composizioni scultoree utilizzate per l’apparecchiatura delle tavole della metà del Settecento. Alcune figure sono tratte dalla Commedia dell’Arte, come Arlecchino e Arlecchina e altre rappresentano ventiquattro personaggi di diversi popoli dell’Impero Ottomano, modellati intorno al 1760.

Altre rarità riguardano i vasi del “Museo delle Terre” testimoni delle ricerche intorno al 1740, da parte marchese e di alcuni fiorentini, tra cui il medico e naturalista Giovanni Targioni Tozzetti, per trovare materiali più economico del caolino da usare per preparare l’impasto della porcellana.

Le tazzine, i piccoli vassoi esposti nel percorso espositivo dimostrano le sperimentazioni per perfezionare le varie fasi di lavorazione fino alla decorazione e cottura.

Esposte ci sono anche le maschere traforate autentiche, tipo stencil, per la realizzazione dei particolari decori “a stampino”, i primi a essere usati a Doccia in carta o in pelle d’agnello. Questo decoro consentiva di ottenere piacevoli effetti, anche in mancanza di pittori esperti.

Curata da Andrea Di Lorenzo, Oliva Rucellai e Rita Balleri, la mostra è organizzata dalla Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia in collaborazione e con il sostegno del Comune di Sesto Fiorentino.

Accogliamo i primi passi della Fondazione e questa mostra nei luoghi che videro la nascita della Manifattura – dice Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, – È un’emozione e motivo di grande soddisfazione per il nostro Comune tornare ad ammirare una parte ancora piccola, ma importante dell’immenso patrimonio artistico del Museo”.

L’eccezionale complesso storico è stato acquistato dallo Stato nel 2017 e fa parte del sistema museale nazionale gestito dal Ministero della Cultura, integrato nella Direzione regionale musei della Toscana, la cui collezione comprende quasi 10.000  oggetti in porcellana e maiolica,  modelli scultorei, documenti cartacei e disegni, con due biblioteche e una fototeca.

Sottolinea Stefano Casciu, Direttore regionale musei della Toscana: “L’iniziativa, dal significativo titolo L’oro bianco di Sesto Fiorentino, ritorna alle origini della manifattura e all’importanza del contesto territoriale in cui è nata e si è sviluppata e per questo segna un’altra tappa per giungere tutti insieme alla restituzione al pubblico del Museo e delle sue collezioni”.

L’ingresso è libero negli orari di apertura della Biblioteca Ernesto Ragionieri, tel. 0554496851.

In foto: Manifattura Ginori, Fontana da tavolo con decoro a paesi porpora, 1750-1755 circa, porcellana, Museo Ginori

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