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Viaggio alle Piagge nel giorno di chi vuole accendere la miccia delle tensioni Cronaca

Firenze – La giornata da grigia si fa piena di sole e alle Piagge niente fa presagire l’improvviso innalzarsi della tensione provocata dalla decisione di FN di manifestare oggi pomerigio al grido:”Piagge uguale Tor Sapienza”. A dire il vero la questura non ha dato il permesso all’organizzazione di estrema destra di portare in piazza i propri vessilli, ma non ha vietato ai cittadini di mostrare il proprio disagio.

Il viaggio di Stamp è cominciato stamattina alle 11, con un sopralluogo sul territorio che ha compreso vari palazzi, fra cui le famose “navi”. e quello che Stamp ha visto è ben diverso da quello contrabbandato da qualcuno che dice che le Piagge sono una copia di Tor Sapienza. I problemi ci sono, eccome. Problemi di sfilacciamento del tessuto sociale, problemi di confronto con realtà di vario tipo che spesso stentano a trovare la via del dialogo. Ma che non impediscono alle Piagge di essere anche la punta avanzata di un esperimento sociale che ha nelle autogestioni e nella presenza di associazioni, come la comunità di Don Santoro, le punte di diamante. Dunque, spazi verdi e ben tenuti, nonostante i ritardi dell’amministrazione e la mancanza di controlli della stessa, che tende a dimenticare questo pezzo di firenze, si intersecano con i problemi tipici di tutte le periferie: Il mercato della droga, quello della prostituzione, l’abbandono scolastico, in un crescendo che mete in mano ragioni vere a strumentalizzazioni varie.

Ma ciò che non c’è alle Piagge è il razzismo, esistono luoghi comuni e pregiudizi da entrambe le parti (italiani e stranieri) che rendono molto spesso difficile il dialogo. Ma il presidio del territorio portato avanti da vent’anni dalle associazioni ha creato una diga che solo in malafede si può definire debole. Lo si vede, come spiegano i cittadini coinvolti nelle autogestioni, nelle modalità con cui spesso vengono gestiti gli interni dei palazzi, gli spazi comuni, le case. È vero che dietro l’angolo si trovano macchine rottbbandonate (d, panni stesi ai balconi, alberi non potati che durante i giorni di pioggia ingombrano il marciapiede. È vero anche che la conflittualità, almeno in certi blocchi, è alta: ma spacciare tutto ciò per un rigurgito razzista e che individua nell’immigrato la fonte di ogni male, se è vero, appartiene a qualche gruppo di minoranza che fa un’analisi molto semplificatoria dei problemi. Perché è più facile.

Intanto le ore scorrono e il pomeriggio di tensione delle Piagge comincia a dare segnali: polizia e carabinieri, i quartiere comincia riempirsi. 

Stefania Valbonesi e Laura Boniauti

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