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Alle radici del declino della società italiana Opinion leader

Giudizi analoghi vengono espressi  nei confronti di quegli  imprenditori di aziende – come il grande stabilimento siderurgico di Taranto, che  da un quindicennio inquina la città – che con disinvoltura operano solo in funzione dei loro profitti. Si tratta, in sostanza, di prese di posizione e di denunce di una politica corrotta e gregaria sviluppatasi, in generale, negli ultimi quatto decenni.
L’Italia rappresentata dal censimento del 1951, era un paese agricolo. L’ agricoltura impegnava  il 40% della popolazione attiva. Il reddito pro-capite era  di 250.000 lire, pari a  4,5 milioni, in termini di potere d’acquisto del 1991. Gli analfabeti erano il 12,5% mentre il 46,3%sapeva leggere e scrivere senza aver acquisito un titolo di studio. Venti anni dopo, il censimento del 1971 indicava che la popolazione attiva in agricoltura era il 17,2%, quella attiva nell’industria era il 44,3%   ed il reddito pro-capite era  11,4 milioni, in termini di potere d’acquisto del 1991. Il censimento del 1991 indicava che la popolazione attiva si distribuiva: in agricoltura il 7,6%, nell’industria il 35,6% nel terziario il 56,7%,  il reddito pro-capite era 24,6 milioni. In 40 anni l’Italia, da paese agricolo semi-povero è passato a paese industriale e poi post-industriale, tra i più ricchi del pianeta. 

Un interrogativo emerge spontaneo: quale processo è maturato nell’ultimo ventennio che ha inciso così negativamento sulla vita di questo paese? I processi che incidono sulla vita di un paese di oltre 50 milioni di cittadini sono sempre di lunga incubazione, molto complessi e di differenti origini. Si può cercare di riflettere su qualcuno tra quelli che  appaiono essere stati i più significativi.
“Negli annuari dei ministeri… nel gennaio 1950 figuravano complessivamente 68 Direttori Generali”. Di questi “39 già in posizione di spiccata responsabilità nel 1942”. Alcuni dei rimanenti 29 “avevano coperto nel 1941-42  altri ruoli…comunque di rilievo istituzionale” Ne è conseguito, nei fatti  “l’impermeabilità dell’ Amministrazione ai nuovi valori di libertà e democrazia presenti nella Costituzione (*Guido Melis “Apparati dello Stato e Democrazia Repubblicana” relazione tenuta al Convegno di studi “Le Origini della Repubblica e il processo costituente” organizzato dalla fondazione della Camera dei Deputati il 30 e il 31 maggio 2006):  E’ difficile pensare che siano  state casuali le attese di: 8 anni per l’istituzione nel 1956 della Corte Costituzionale ,ente per il controllo della coerenza delle leggi con la Costituzione;  10 anni per l’istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura, organo che garantisce l’indipendenza dei magistrati;  22 anni per l’Istituzione delle Regioni.

Nel 1950 le maggiori “presenze del passato” si riscontravano nella Polizia di Stato e, con qualche sorpresa, nel Ministero della Pubblica Istruzione. In quest’ultimo 7 Direttori Generali su otto avevano lavorato nel Ministero, gestito dal ministro Bottai
Le prime modifiche della scuola del ventennio fascista, hanno riguardato  la media inferiore nel 1962, cioè 17  anni dopo la fine del conflitto. I relativi programmi, però, sono stati resi disponibili  17 anni dopo, cioè nel 1979. Nel 1969 si decise di liberalizzare l’accesso all’Università. Nel 1999  si portò l’ obbligo scolastico a 15 anni, riportato poi a 14 anni nel 2003 e quindi a 16 anni nel 2007.
Nel 1954 iniziò ad operare la Televisione. La scuola ne ignorò totalmente l’esistenza. All’inizio degli anni ’80  il Personal Computer inizia ad essere impiegato come strumento di utilizzo dell’Informatica nelle articolazioni sociali. La scuola, a parte gli istituti specifici, ignora l’Informatica.

Per quanto riguarda la padronanza della lingua Tullio De Mauro, in una conferenza che ebbe luogo a Firenze il 13 Febbraio 2011, riportò i dati di due ricerche internazionali svolte in Italia nel 1999-2000 e nel 2004-05 relative a cittadini dai 14 ai 65 anni. I risultati sono: il 5%  analfabeta, il 33% analfabeta di ritorno, il 33% legge con difficoltà di comprensione, il 29% è al di sopra dei livelli minimi di alfabetizzazione

Dopo la caduta del muro di Berlino, le tossine che in Italia si erano sviluppate nei decenni precedenti a causa: dell’inadeguatezza della scuola , le stragi fasciste da p.zza Fontana del ‘69 all’attentato del rapido 904  dell’84, il terrorismo, la loggia massonica segreta P2, l’uccisione di Aldo Moro, cui vanno aggiunte le stragi mafiose del ’92-’94 e l’inadeguatezza dei governi berlusconiani, sono state la causa dei frutti che, con progressione, hanno condizionato i cittadini e quindi la vita democratica del paese.
 

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