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Allison, l’autopsia conferma la pista dell’incidente Cronaca

Allison Owens è stata investita, sbalzata per circa 10 metri, uccisa dall’impatto violentissimo con una grossa macchina. I periti che hanno esaminato i suoi resti oggi all’ospedale di Montevarchi, il dottor Gabrielli dell’Università di Siena nominato dal pm Marco Dioni e il perito della famiglia dottor Antonino Caputo, hanno confermato la pista intrapresa dagli inquirenti subito dopo il ritrovamento del cadavere, in un fosso lungo la statale 69 che porta da Montevarchi a San Giovanni Valdarno: le ferite riscontrate sul corpo della ragazza sono riconducibili all’incidente stradale. A riferirlo è stato l’avvocato della famiglia Owens, Valentino Durante, che ha inoltre detto che non ci sono altre tracce di violenza sul corpo della giovane americana. Dall’autopsia risulta una frattura nella regione temporo-occipitale destra del cranio, oltre a una vasta ecchimosi nella parte alta del corpo del tutto compatibile con la frattura alla testa. Risultati che confermano quanto emerso dalla Tac total body attuata in precedenza, nella serata di ieri.
Quanto alle schegge di vetro trovate fra i capelli e in parte sui vestiti, sembrano del tutto compatibili con il lunotto di un’auto.
E di un’auto “bassa”, che potrebbe essere una Volvo scura secondo i frammenti raccolti dai Ris, sono a caccia gli inquirenti, mentre continuano a essere monitorate le carrozzerie del Valdarno.
Intanto, sul fango emerso dopo la svuotatura del canale Battagli, nel punto dov’è finita la corsa di Allison, è apparso un mazzetto di fiori.

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