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Alloggi di risulta, stanziati 2milioni e mezzo, Albanese: “100 abitazioni in 6 mesi” Breaking news, Cronaca

Firenze – Erp e alloggi di risulta non assegnabili, ferita sempre aperta. Ma questa volta la medicina arriva, nelle parole dell’assessore alle politiche abitative del Comune di Firenze Benedetta Albanese, che, nel corso del congresso provinciale del Sunia, lancia la novità: ci sono 2milioni e mezzo, precisamente 2 milioni 490 e spiccioli, per rimettere in sesto e dunque riportare alla riassegnazione, gli oltre 800 alloggi attualmente vuoti dell’Erp fiorentino. Vuoti perché, una volta che per svariati motivi (dalla morte dell’assegnatario all’uscita dall’Erp) gli appartamenti si liberano, mancano le risorse per renderli nuovamente utilizzabili. Un conto veloce mette in evidenza che, per un appartamento in medie condizioni, il ripristino dell’abitabilità valga circa 20mila euro. Finora, come dice l’assessore, al netto di legislazioni che si sono accavallate circa l’intervento comunale nell’Erp, dall’ente gestore non sono giunte risorse per rportare all’assegnabilità gli alloggi. Ma con questa novità, si può pensare di essere giunti a una svolta.

“Si tratta di una cifra consistente e soprattutto immediatamente spendibile – spiega l’assessora Albanese- che potrebbe portare alla riqualificazione di almeno 100 alloggi nei primi sei mesi, con l’obiettivo di riportarne almeno 250 nel ciclo delle riassegnazioni in due anni”. Risorse che provengono dal bilancio, e che grazie a una variaizone, sono già concretamente in campo per essere utilizzate.

“Un passo importante per abbattere le criticità – continua l’assessora – dal momento che un numero più alto di alloggi disponibili vanno a beneficiare non solo le assegnazioni, ma anche le richieste di mobilità”.

Non solo. Anche un altro punto sempre dolente, ovvero la reperibilità di un flusso continuo di risorse da dedicare all’Erp, trova in qualche modo risposta secondo quanto spiegato da Albanese. Si tratterebbe infatti di dedicare alla ristrutturazione degli alloggi gli ormai noti oneri di compensazione, ovvero quegli oneri che devono essere corrisposti dal proprietario a “compensazione” della possibilità di costruire o di ristrutturare immobili in aree delicate. Una sorta di accordo fra pubblico e privato capace di garantire servizi ambientali o fuzionali alle aree interessate. Fa i servizi alla comunità potrebbero rientrare anche le ristrutturazioni degli alloggi popolari non riqualificabili per carenza di risorse.

Infine, l’annuncio di una nuova stretta sui controlli delle posizioni di chi risiede nelle case popolari, anche sull’onda del rispetto del regolamento di convivenza che ha messo nero su bianco le regole principali per assicurare il più possibile una convivenza pacifica fra gli assegnatari. “Sono state compiute – conclude Albanese – oltre 600 visite alle famiglie”. Numerosi i richiami, le diffide e anche qualche decadenza.

Foto: l’assessora Benedetta Albanese

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