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Alloggi popolari, riqualificazione targata Menarini Cronaca

Firenze – Il Gruppo Menarini rilancia la collaborazione con il Comune di Firenze per la riqualificazione di alloggi popolari. Dopo l’esperienza dello scorso anno, che ha portato alla consegna di dieci appartamenti a famiglie indigenti, il gigante fiorentino della farmaceutica ha rinnovato l’impegno a finanziare la ristrutturazione di un’altra decina di alloggi, sparsi tra i quartieri 2,3 e 5. “Un ulteriore segnale di attenzione alle periferie – ha sottolineato questa mattina il sindaco Nardella in occasione della comunicazione dell’accordo – oltre che un segnale importante di sinergia tra pubblico e privato, che speriamo faccia da esempio in tutto il paese”.

Gli appartamenti in questione variano dai 36 agli 85 metri quadrati, per un totale di 420 di superficie abitabile. Il costo della riqualificazione sarà definito sugli interventi specifici. Assicura il sindaco: “Non si tratta di un’operazione di marketing, ma di un passo in avanti che ha un fine sociale per la città”. “Per noi – ha dichiarato Alberto Aleotti, patron del Gruppo – è il miglior modo per festeggiare il centesimo anno di presenza a Firenze, che cadrà proprio nel 2015”. Le case saranno assegnate nel rispetto delle percentuali di distribuzione precedenti, che hanno visto l’85% degli appartamenti andare a famiglie fiorentine o comunque italiane, un 5% a cittadini comunitari non stranieri e il 10% a stranieri extracomunitari. Sono 1249 le abitazioni (da riqualificare) alienabili del Comune. “Dalla vendita di ciascuno di essi – ha proseguito Nardella – ricaviamo risorse per riqualificarne quattro. Se da qui a sette anni riusciamo a venderli tutti, quindi, saranno quasi 5000 gli appartamenti che potremo assegnare”.

Quella della riqualificazione degli alloggi di edilizia popolare è tuttavia una strategia di lungo periodo, che va a braccetto con la destinazione all’housing sociale di immobili dismessi, primo fra tutti la Caserma Lupi di Toscana, per la quale sono già stati definiti gli accordi necessari con il Ministero della Difesa.

Linea dura, infine, sul fronte occupazioni. “Tolleranza zero per l’illegalità. Anche le emergenze sociali devono restare nei confini dello stato di diritto e delle regole che questo pone”.

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