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Alluvione 50 anni dopo, M5S: “Passato tempo di riflettere, bisogna agire” Politica

Firenze – “Il cinquantenario dell’alluvione non deve essere soltanto un momento di memoria fine a se stessa, ma un’occasione per riflettere sul futuro”. Con queste parole Mario Primicerio, vice presidente del Comitato Firenze 2016, ha aperto l’intervento di ricordo dell’alluvione del 1966, durante la seduta odierna del Consiglio Comunale.

Il Comitato – istituito per la celebrazione dei cinquant’anni dall’esondazione dell’Arno – presieduto dal sindaco Nardella e dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, si pone come obiettivo di promuovere iniziative di carattere progettuale e scientifico e di svolgere attività di recupero della memoria, ma anche di operare attivamente sul piano della prevenzione pro futuro. “Coordinare, stimolare, riflettere: questi i nostri compiti”.

È di questi giorni, ha comunicato il professore, la fine dei lavori di rilievo dell’alveo del fiume, mentre sarà pronta nel 2016 “una delle importanti casse di espansione dell’Arno a monte di Firenze”. È sulla sicurezza che si sofferma Primicerio, e sulla necessità di portare avanti il lavoro di prevenzione.
“Riflettere”: l’ex sindaco di Firenze l’ha ripetuto più volte, ma se dalle file del PD l’esortazione è intanto valsa a scatenare ricordi – più o meno – personali delle vicende del 4 novembre 1966, per altri il tempo è scaduto. Alle parole di Ricci (“Ero poco più di un bambino quando mia madre mi svegliò all’alba, con l’acqua in casa..”) e all’omaggio di Armentano al lavoro dei volontari di allora, ha fatto da contraltare la sveglia suonata dai banchi del M5S. Secche Silvia Noferi e Arianna Xekalos del M5S: “Dopo quasi cinquant’anni dall’alluvione siamo ancora alla fase di riflessione! Più che tempo di celebrazioni è tempo di passare ai fatti”.
“Molti dei problemi – hanno spiegato le consigliere, citando le casse di espansione di Figline Valdarno – sono ancora irrisolti”.

L’annuncio del completamento entro la primavera del 2015 è stato infatti disatteso. Ce n’è anche per i beni culturali; per quelle “professionalità create dal bisogno di ingenti restauri che il blocco del turnover del personale ha impedito di tramandare alle nuove generazioni” e per “i moltissimi libri dell’Archivio di Stato ancora da restaurare”.

“È certamente utile riflettere, ma è anche necessario agire – hanno concluso – mettendo in sicurezza gli argini e l’alveo del fiume, le opere d’arte e i cittadini, istruendoli – ad esempio – sul da farsi in caso di imminente pericolo”. Chiaro il riferimento alla mozione presentata dai pentastellati nel dicembre del 2014 su una giornata di esercitazione che coinvolgesse la popolazione, non ancora valutata dalla Giunta. “Speriamo che finalmente il Comitato riesca a sbloccare i fondi [necessari alla messa in sicurezza], ma dopo mezzo secolo di annunci viene il dubbio che anche questo resti solo un buon proposito”.

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