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Alluvioni, è necessario ripartire dalla prevenzione Cronaca

La Lunigiana trema aspettando la pioggia, e, se per ora l’ondata prevista non si è avverata, l’allarme resterà tale fino a domenica. E nonostante il punto fatto dal sindaco di Aulla Simoncini resti grave, la riapertura di tutte le scuole elementari sul territorio comunale presvista per lunedì riporta a una difficile ma tenace ricerca di “normalità”. Mercoledì torneranno a scuola i ragazzi delle medie e i bimbi delle materne. Il trasporto sarà assicurato grazie alla solidarietà dei comuni vicini, che metteranno a disposizione i pullmini necessari.
M, nonostante il fango sia ancora lì e il cielo prometta ancora maledettissima pioggia su un territorio reso così fragile dal diluvio che non può più sopportare altra acqua, è già il giorno dei bilanci, delle cose da fare, di quelle che non sono state fatte e di quelle che si dovrebbero fare.
Partendo da dati fondamentali: in Liguria e in Toscana il 98 per cento dei comuni è a rischio frana o alluvioni. E' quanto ha reso noto la Coldiretti qualche giorno fa in riferimento agli effetti provocati dal maltempo che ha colpito pesantemente Toscana e Liguria. In Liguria i comuni minacciati da frane o alluvioni sono 232 e centomila persone vivono in "zone rosse". In Toscana sono 280 i comuni a rischio frane o alluvioni: tra i 10 capoluoghi toscani, sette, vale a dire  Firenze, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Prato e Pistoia presentano addirittura il 100 per 100 delle amministrazioni classificate a rischio. Non stanno meglio Arezzo, Siena e Grosseto, rispettivamente con il 97, il 94 e l'86 per cento delle municipalità considerate a rischio.
Ed è proprio sulla questione più generale della tutela del territorio e della prevenzione che si sviluppa l’intervento del governatore Enrico Rossi nel consiglio regionale di oggi 4 novembre.
I punti sono chiari: fissare, fin dalla prossima finanziaria, un momento in cui in Toscana “non si alzerà più un mattone nelle zone a rischio e se lo si fa si assumono responsabilità e precise e oneri in caso di danni”, come spiega Rossi. Certo, come sempre in questi casi, viene in mente che forse ci si poteva pensare prima, soprattutto dopo aver ascoltato il commento di Aldo Giubilaro, procuratore di Massa che si occupa dell’inchiesta per omicidio colposo in seguito alla morte di due persone a causa del maltempo, ad Aulla: “Dal primo inizio di indagine posso dire che negli anni sono stati fatti degli interventi di natura urbanistica che dire superficiali, scellerati, è tutto sommato poco”.  Qualche dubbio sulla natura della prevenzione eseguita negli anni e del controllo è senz’altro lecito, vista la rovina, i lutti, il disastro economico che ha messo in ginocchio due territori.
L’altro punto su cui il governatore ha compiuto una sottolineatura è stato quello delle risorse per la ricostruzione e il ripristino del territorio.  “La via che scegliamo oggi con l’introduzione dell’accisa – ha proseguito il presidente – è una strada nuova che ci carica di responsabilità e che ci costringe a rivedere puntualmente le politiche ambientali e urbanistiche. Il governo, lo stato, dopo aver concesso 300 milioni al Veneto e 2 alla Toscana, ha abbandonato il campo e ora siamo noi a chiedere ai cittadini un contributo di solidarietà. Quante volte in futuro potremo permetterci di farlo?”. L’accisa cui si riferisce Rossi prevede l’imposizione di un “contributo” di 5 centesimi al litro sulle benzine per un anno e dovrebbe scattare dal primo di gennaio 2012.
A fare da controcanto alla necessità impellente di Toscana e Liguria di trovare risorse per rirpistinare i territori ma anche per iniziare una vera e propria svolta culturale che riguarda la prevenzione e il controllo del territorio, arrivano le lamentele del ministro all’ambiente Stefania Prestigiacomo, ancora una volta indignata e ancora una volta rassegnata alla mancanza di soldi, quelli che potrebbero mettere in sicurezza il nostro paese e evitare che tragedie annunciate si ripetano con una frequenza ormai ciclica. La legge di agosto, secondo il ministro, ha “seccato” tutte le risorse Fas, comprese quelle sul dissesto, mentre al ministero, precisa Prestigiacomo, non è giunta alcuna risorsa. Una situazione che fa venire i brividi, soprattutto pensando che rimediare a danni già avvenuti, costa mediamente sette volte di più che mettere in sicurezza il territorio in fase di prevenzione.
Per quanto riguarda la Toscana, Rossi spiega che “per prima cosa passeremo in rassegna ciò che non abbiamo speso. Grazie alla legge 35 stiamo monitorando le opere strategiche e verificando i ritardi per intervenire subito. Ma quella a cui siamo chiamati è una svolta culturale. Cosa siamo andati a fare a scuola se poi non sappiamo nemmeno quello che ben sapevano i nostri vecchi, che infatti, come ho visto a Mulazzo, costruivano sulla roccia? Nel 2012 dobbiamo costruire una mappa della Toscana che ci indichi: qui si costruisce, qui non si può, qui si potrebbe ma costa di più ed è rischioso, e sappia chi lo fa che se ne assume responsabilità e oneri”.

 

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