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Alluvioni, Firenze ancora a rischio, lo dice Autorità bacino Arno Ambiente

Firenze – Cosa succederebbe se l’Arno impazzisse come successe in quel terribile novembre del 1966? “Il rischio di una nuova alluvione a Firenze esiste ancora” e se, per caso le piogge e le condizioni ambientali ricreassero gli stessi presupposti di quello sfortunato anno bisestile, ebbene, “attualmente succederebbe più  o meno la stessa cosa”. Infatti, le opere che sono state fatte a livello idraulico  “non sono sufficienti per potere affermare che in Santa Croce l’acqua non ci andrebbe”.

Affermazioni molto serie, specialmente se a farle è il segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Arno Gaia Checcucci parlando con la stampa oggi a Firenze, a margine della presentazione della nuova mappa di rischio idrico dell’Autorità. L’alluvione, ha aggiunto, “forse si sposterebbe un po’ più a valle e stavolta sarebbe più preoccupante la situazione a Scandicci e Lastra a Signa”. 

Insomma, un po’ più su o un po’ più giù, la situazione non sarebbe controllabile, secondo Checcucci. Che ribadisce che l’Arno non è un fiume da prendere sottogamba, e che quindi le opere contro il rischio idraulico sonofondamentali e strategiche perché solo con queste si abbassa il rischio. L’innalzamento della diga di Levane e le 4 casse di espansione a Figline Valdarno, permetterebbero di invasare quasi 40 milioni di metri cubi di acqua con una diminuzione del picco di piena di quasi del 20%, e poter così gestire il rischio su Firenze”.  

E circa la nuova mappa di rischio idrico, Checcucci spiega: “Si tratta di un’elaborazione su cosa potrebbe succedere a Firenze, e quali sarebbero i reticoli a rischio, nel caso venisse a Firenze una bomba d’acqua come quella avvenuta a Genova dove sono piovuti 130 mm in un’ora, in modo da mettere a disposizione delle amministrazioni, della Protezione civile, e dei cittadini questa analisi e diffondere la conoscenza sul tipo di rischi nel nostro bacino”.

Il rischio reale a Firenze è tuttavia un po’ diverso rispetto a ciò che è successo a Genova. “Qui il rischio non è la bomba d’acqua e tanta pioggia in poco tempo ma se la pioggia continua per più tempo. Si tratta di situazioni diverse. E’ un rischio che riguarda più il Terzolle, il Mugnone e gli affluenti dell’Arno fiorentino, oltre alla Pesa e i bacini più montani”.

Uno studio definito “utile e essenziale” quello presentato, in quanto, conclude Checcucci, “aiuta ad aggiornare meglio il piano di emergenza di protezione civile. Strumento che è di competenza del Comune di Firenze e che presenteremo con un anno di anticipo all’inizio del 2015″. 

 

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