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Alt dal Tribunale di Firenze ai derivati sottoscritti con leasing Cronaca

Un contratto di leasing immobiliare del valore di 2,4 milioni "garantito" tramite la sottoscrizione di alcuni contratti derivati "collar" per coprire il rischio di cambio di tassi d'interesse; una banca, la Bnl, che aveva fatto sottoscrivere i derivati alla società; una società che, per acquistare un capannone industriale finalizzato alla propria attività, aveva sottoscritto sia il contratto di leasing immobiliare con la banca sia un contratto swap Purp Collar In&Out. Obiettivo di quest'ultimo impegno, coprire le eventuali perdite dovute alla variazione del tasso d'interesse.
Uno scenario che portava la società a continuare a pagare gli addebiti che il contratto derivato stava continuando a produrre. Ma la sezione civile del Tribunale di Firenze ha accolto le richieste dell'avvocato dell'Adusbef Giulio Caselli inibendo gli effetti negativi che il contratto derivato ancora produceva sul conto corrente della socità.
''La sentenza e' importante – spiega l'avvocato Caselli – perchè è una delle prime in Italia che inibisce l'effetto di derivati, sospendendo d'urgenza addebiti che stava producendo. Si tratta di prodotti venduti a tappeto contro il rischio dovuto ai tassi di interessi in contratti di leasing. E molto spesso si trattava di prodotti speculativi''.

Fra i motivi addotti dal magistrato, da un lato, il fatto che il "cliente", pur essendo una società immobiliare, non poteva essere qualificato come operatore qualificato non avendo fatto nel passato operazioni speculative; dall'altro, essendo risultato risolto il contratto di leasing nel febbraio 2010, il giudice ha evidenziato il venir meno della ''indubbia (e nota alla banca) strumentalità del contratto di swap rispetto a quello di leasing''. Inoltre, ha anche rilevato "carenze informative". Risultato finale,  ''non essendo dato qualificare la società ricorrente come operatore qualificato e non avendo comunque la banca ottemperato agli obblighi'' del testo unico della finanza, ''le perdite derivanti dal contratto di swap ancora in essere non sono da porre a suo carico''. Carenze informative che avrebbero pesato in maniera decisiva nella valutazione del cliente, dal momento che ''non è dato ritenere che, stante la propria scarsa competenza finanziaria in materia di strumenti derivati ed atteso il consistente debito contratto con la società di leasing, la società ricorrente avrebbe mantenuto in essere il contratto se fosse stata debitamente informata dei concreti rischi a cui sarebbe andata incontro''. Dunque il Tribunale diFirenze ha accolto la richiesta d'urgenza di inibire ogni ulteriore addebito sui conti correnti della società derivanti dal contratto derivato sottoscritto nel passato.

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