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Altri licenziamenti alla Rifle, lavoratori pronti alla mobilitazione Breaking news, Cronaca

Firenze – Ci fu anche un incontro in Regione, circa un mese fa: a fronte del licenziamento di 3 operai dall’azienda Rifle, i vertici parlarono di “operazione chirurgica”. Vale a dire, di atto circostanziato che non avrebbe messo in pericolo altri posti di lavoro. Detto, non fatto, secondo quanto denuncia la Cgil, che rende noto come, venerdì scorso 10 novembre, ad appena un mese di distanza, la scure del licenziamento si sia abbattuta su altri due lavoratori. E, anche in questo caso, le lettere non sono state precedute da preavviso. Un vero fulmine a ciel sereno, per le famiglie, proprio quando si comincia a “presentire” odor di Natale nell’aria.

 Insomma, dicono dal sindacato, nonostante le proteste, l’incontro in Regione, le rassicurazioni dell’azienda, quest’ultima continua “la riduzione del personale a ritmo serrato. Non sono soltanto i licenziamenti a gravare sui lavoratori della RIFLE, infatti, oltre alla riduzione di 5 posti di lavoro (numero che potrebbe essere ancora parziale), l’azienda ha richiesto a molte lavoratrici, di accettare una riduzione dell’orario di lavoro. La richiesta (o forse una minaccia?) è di quelle da far tremare i polsi, o si accettano le riduzioni dell’orario di lavoro, e conseguentemente del salario, oppure l’azienda procederà con ulteriori licenziamenti”.

Dunque, sembra davvero, spiegano dal sindacato, che il quadro ormai non offra più dubbi: l’azienda  “sta attuando una vera e propria ristrutturazione aziendale, i numeri di bilancio di RIFLE parlano di una forte crisi e l’azienda sta procedendo, senza mezzi termini, a tagliare posti di lavoro”. Ma se licenziamenti e riduzioni d’orario colpiscono pesantemente la sussistenza dei lavoratori e delle loro famiglie, la domanda della Cgil è: “Come mai non si è scelto l’utilizzo degli ammortizzatori sociali? Si possono adottare il contratto di solidarietà, oppure la cassa integrazione straordinaria per crisi, che consentirebbero all’azienda la necessaria riduzione dei costi e ai lavoratori di riorganizzare le proprie famiglie”.

Intanto, nei prossimi giorni verrà organizzata una nuova assemblea sindacale, con una nuova chiamata dell’Unità di crisi lavoro della Regione. Va da se’, dicono dal sindacato, che “ci si riservi nuove forme di lotta che decideremo insieme ai lavoratori”.

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