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Alzheimer e dintorni: per non dimenticare chi dimentica Cronaca, STAMP - Salute

Prato – Presso la Sala  Soci dell’Unicoop Firenze Parco Prato si è svolto un convegno sul morbo di Alzheimer “Per non dimenticare chi dimentica” a cui hanno partecipato il Consigliere regionale Nicola Ciolini, l’assessore alla Salute Luigi  Biancalani ,il Presidente AIMA Manlio Matera, la Presidente AIMA sezione di Prato Carla Chiodini e la dottoressa Donatella Calvani, dell’Unitá Operativa di Geriatria.

Un incontro aperto dalla Presidente della Sezione Soci, Fiorella Astori che ha parlato del progetto promosso dalla Coop per finanziare la ricerca sulla malattia dell’Alzheimer,accogliendo l’invito da parte di Maura Latini, direttore generale di Coop Italia, della associazione AIRALZ, formata docenti e medici impegnati a trovare soluzioni per i malati affetti di Alzheimer, una patologia che colpisce in maniera progressiva le cellule cerebrali, provocando l’alterazione di alcune funzioni cognitive e il deterioramento della qualità della vita non solo di chi ne è affetto, ma anche delle famiglie che ne sono, loro malgrado, coinvolte.

“Attraverso la vendita di alcuni prodotti marchio Coop”, così Fiorella Astori, “accolta con favore da tutti i soci e clienti dei supermercati in Italia, siamo riusciti a premiare con 25 borse  di studio, altrettanti ricercatori che in Italia, (e questo lo ha  affermato con  piacere), potranno dedicarsi alla ricerca e scoprire le cause di questa malattia invalidante.”

“Oggi la vita si è allungata ma sono anche aumentate le patologie e per quanto riguarda l’Alzheimer,la soluzione deve riguardare non solo chi ne soffre”, ha detto l’assessore Nicola Ciolini, “ma anche chi vive intorno alla persona malata, cioè si deve ricreare un mondo intorno alle persone che prima stavano bene e che ora invece  hanno un grave decadimento cognitivo”.

“In Toscana e in particolare nel comprensorio pratese”, ha continuato Ciolini,”oltre alle varie associazioni, ai centri di ascolto, di volontariato e di consulenza, c’è l’RSA di Narnali, un esempio per la Regione Toscana, con 10 posti di diurno che non sono tanti, si cercheranno di potenziare, ma attualmente il modulo specialistico RSA, garantisce una diagnosi tempestiva, un’adeguata informazione alle famiglie e la presa in carico  per le persone che presentano dei disturbi comportamentali”.

“Una delle priorità”, ha sottolineato Manlio Matera, Presidente AIMA, “è la necessità di semplificazione e sburocratizzazione che consentirebbero  l’accertamento della malattia e la necessità di una valutazione consapevole delle condizioni delle demenze sottolineate dai pazienti e dai familiari per le difficoltà che spesso incontrano per la valutazione della condizione di invalidità.

Non dobbiamo dimenticare che l’Alzheimer è una malattia che riguarda soprattutto il deterioramento cognitivo, ma sono ancora poche le informazioni che sarebbero invece  utili soprattutto per le famiglie che si rivolgono,in questi  casi,alle strutture pubbliche.” “Sarebbe forse il caso”-, conclude-“di definire questa malattia sociale per le sue caratteristiche, ovvero la diffusione,la non autosufficienza degli anziani,la gravità,i sintomi e le ripercussioni nell’ambito sociale.”

“Effettivamente”- ha affermato l’assessore Biancalani, manca ad oggi un modulo per i disturbi cognitivi e questo è un problema che affronteremo con la SDS (società della salute); le liste d’attesa per le visite geriatriche sono ancora troppo lunghe, ma cercheremo di porvi rimedio perché il Comune di Prato ha a cuore la salute dei propri cittadini e la struttura del diurno per l’Alzheimer è un fiore all’occhiello dell’assistenza sanitaria pratese.”

A chi chiede in sala in che modo prevenire la malattia o riconoscerla, la dottoressa Calvani ha precisato che non è sempre facile fare una diagnosi, ma nell’Alzheimer ciò che conta è il cambiamento che si verifica nella persona; questa è una malattia con ben 7 stadi, non è guaribile ma si può affrontare con progetti medico sanitari personalizzati, stimolazioni come lo sport, il ballo, le passeggiate all’aria aperta, la cura della persona, ma soprattutto con la consapevolezza di viverla non da soli ma in un contesto solidale di aiuto, di  ascolto e in rete con le molteplici  realtà associative del territorio.

A questo proposito vale la pena sottolineare che a Prato c’è un nuovo progetto che viene in aiuto alle famiglie che devono lasciare da soli i propri cari che sono ancora autosufficienti, ma in quella fase di fragilità che precede la diminuzione di autonomia,il “Nonno Sitting”della psicologa Luciana Bigagli ” guai a definirlo un parcheggio per la terza etá”,da settembre attivo anche nel comune di Montemurlo.

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