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Clima e nodo dell’acqua nell’agenda del nuovo assessore Biti Ambiente, Cronaca

Il simbolico passaggio di consegne della delega all’Ambiente tra gli assessori Elisabetta Meucci e Caterina Biti è stata l’occasione per presentare, nella Sala Incontri di Palazzo Vecchio, il check-up ambientale del Comune di Firenze 2009-2011, il bilancio dell'attività dell'Amministrazione comunale nel settore dell'ultimo triennio. Un’ampia fotografia alla ricerca di nuove soluzioni sulla questione ambientale: dal piano strutturale al piano della mobilità, dal patto dei Sindaci al piano di azione comunale per la qualità dell’aria. I due assessorati, quello dell’Urbanistica e dell’ambiente sono strettamente connessi tra di loro e attraverso i piani d’azione, che stabiliscono obiettivi e scadenze temporali precise, i trend già positivi potranno trovare un’ulteriore accelerazione. L’assessore Elisabetta Meucci ha aperto la conferenza stampa affrontando il tema del clima: “I cambiamenti climatici stanno emergendo con sempre maggior urgenza e implicano un’attenzione massima dell’agenda politica perché producono effetti sensibili sia sulla qualità della vita sia sulla qualità ambientale. Dal 1970 al 2000 la temperatura media nel capoluogo toscano si è alzata di circa un grado, mentre dal 2000 al 2010 l’aumento è stato di circa 1,5 gradi con una differenza sostanziale tra contesto urbano ed extraurbano d 3,6°. Gli abbondanti cambiamenti climatici stanno provocando anche una lunga crisi idrica, condizione che dovremo abituarci a considerare «normale»”. Con l’adesione al Patto dei Sindaci e l’approvazione del Piano D’azione per l’Energia Sostenibile (Paes), la città è impegnata nella riduzione entro il 2020 di almeno il 20% le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, passando dalla produzione di due milioni e mezzo di tonnellate annue di media a due milioni. “Un obiettivo da raggiungere tramite la realizzazione di ventotto azioni suddivise su interventi di mobilità, settore pubblico e gestione del territorio- prosegue Meucci- molte sono già in fase di attuazione e altre saranno inserite nella pianificazione di nuovi progetti a breve termine. Per esempio l’impatto della linea uno della tramvia ha ottenuto risultati ben oltre le aspettative; le politiche di pedonalizzazione e limitazione del traffico hanno ottenuto larghi consensi. Nei nuovi progetti inseriremo l’estensione delle piste ciclabili e l’attivazione del Bike Sharing (noleggio bici) ”. Questo progetto interessa anche gli edifici pubblici che dal 2005 ad oggi hanno investito nell’ammodernamento delle centrali e nell’istallazione d’impianti fotovoltaici. Sono già entrati in vigore l’impianto di Cogenerazione presso l’ospedale di Careggi e del Mayer, per un risparmio collettivo di 8.000 tonnellate annuali. La riduzione dei consumi e degli sprechi di energia che portano ad un inquinamento dell’atmosfera investe anche i privati e durante la conferenza stampa i due assessori si sono soffermate sulla questione delicata del PM10, la sigla che indica identifica materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, il cui diametro aerodinamico è uguale o inferiore a dieci millesimi di millimetro. Un insieme particelle solide e liquide disperse nell'aria con dimensioni relativamente piccole indicate con i nomi comuni di: polvere e fuliggine per quelle solide, nebbia per quelle liquide. “La legge nazionale prevede che i giorni di superamento del PM10 vadano conteggiati nell’anno solare, per questo è stato avviato un nuovo conteggio e revocati i divieti di circolazione in ZTL e le limitazioni per gli impianti termici, rimangono quindi vigenti le disposizioni nazionali. Considerando che i più alti livelli del valore del Pm10 si raggiungono nel periodo invernale ad oggi è stimato che per cinque giorni abbiamo superato il livello, pertanto saranno riproposte le modalità di accensione della ZTl dell’anno in corso e la riduzione degli impianti di riscaldamento che potranno rimanere in funzione per otto ore ad un massimo di diciotto gradi per le abitazioni”.

Un capitolo della conferenza stampa è quello riguardante la qualità ambientale esposto dall’assessore Meucci: “Il territorio comunale ha una superficie di dieci mila ettari ed è urbanizzato per circa la metà, in quest’area il verde pubblico ricopre otto milioni di metri quadrati e il numero degli alberi è di ottantatré mila. Numeri alla mano possiamo dire errata la definizione di assenza di verde nella città, ed inoltre vorrei porre l’accento come l’abbattimento degli alberi non sia una moda ma piuttosto una necessità dovuta alla loro condizione fisiologia e comunque sostituiti con nuove alberature”. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, l’assessore Meucci è apparsa soddisfatta dalla diminuzione dovuta all’ introduzione delle nuove isole ecologiche in tutto il centro storico che ha incrementato del 50% la raccolta differenziata. “ Per adesso sono presenti tredici isole, altre venti sono in corso di realizzazione".

La conferenza stampa si è conclusa con il capitolo amaro della situazione idrica. “ Nonostante le piogge di questi giorni, permane la crisi idrica. Una situazione che non può essere definita straordinaria ma ormai ordinaria. La disponibilità di acqua in futuro sarà inferiore al passato. Se prendiamo per esempio il lago di Bilancino, che avrebbe una capacità di ottantaquattro milioni di metri cubi, oggi la quantità dell’acqua è stimata inferiore ai trentaquattro milioni di metri cubi, dato preoccupante poiché l’inverno è appena iniziato. Per questo stiamo cercando delle strategie consone per fronteggiare la crisi come la promozione del risparmio idrico con la creazione di politiche tariffarie che penalizzino i consumi più elevati e premino quelli contenuti. Inoltre stiamo pensando di promuovere il recupero delle acque piovane attraverso la costruzione di serbatoi individuali o condominiali e anche di pozzi che sfruttino le acque del sottosuolo per l’irrigazione dei giardini pubblici. Inoltre, considerando che il comune ha la metà della superficie non urbanizzata e collinare stiamo pensando di mantenere quelle sistemazioni agrarie che consentono di trattenere il più possibile le acque piovane. Ultimo ma non per questo meno importante è la condizione del nostro acquedotto che stima delle perdite nella sua rete che oggi è del 38%, una media nazionale, che sconta della fatiscenza di alcuni tratti della rete che risalgono all’epoca di Firenze capitale d’Italia. Per adesso stiamo puntando alla lieve riduzione delle perdite con interventi ad alto contenuto tecnologico e minor costo come la distrettualizzazione delle reti, Tele lettura e una migliore interconnessione dei sistemi”.

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