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Ambulanze bloccate al casello autostradale, presidente Anpas Toscana contro burocrazia Società

Firenze – Il tempo è fondamentale: quando un’ambulanza arriva a sirene spiegate a un casello autostradale, qualsiasi impedimento, anche di minuti, può costare una vita umana. E’ proprio questo il punto attorno a cui ruota la lettera inviata dal presidente di Anpas Toscana Attilio Farnesi al governatore Enrico Rossi e ai parlamentari toscani. Il succo? Eccolo: “La burocrazia di Autostrade per l’Italia blocca i nostri mezzi impegnati in chiamate in emergenza”.

Proprio ieri un episodio che poteva trasformarsi in tragedia. E per fortuna è andata bene: il paziente colpito da infarto a bordo dell’ambulanza della Pubblica Assistenza di Ponte Buggianese è arrivato in tempo al reparto di emodinamica dell’ospedale di Pistoia. Ma la situazione che si è generata a seguito della disattivazione dei telepass dei mezzi di soccorso di Pubbliche Assistenze e Misericordie da parte di Autostrade per l’Italia è davvero critica.

Ed ecco il groviglio burocratico generato dalla nuova procedura, entrata in vigore il primo di gennaio, “senza una fase di adeguamento”: le associazioni di volontariato (che in Toscana effettuano la quasi totalità dei servizi di emergenza) dovrebbero richiedere nuovi apparati e autocertificare i viaggi effettuati in autostrada per le emergenze. In attesa degli adempimenti burocratici, con le sbarre che non si aprono all’arrivo delle ambulanze, è facile immaginare quello che potrebbe succedere.

“Non è possibile sostenere una decisione unilaterale di questo tipo – ha detto il presidente di Anpas Toscana, Attilio Farnesi – per questo abbiamo scritto al presidente della Regione Enrico Rossi e ai parlamentari eletti in Toscana. Dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto mesi fa presso il ministero dei Lavori pubblici, non ci fu alcuna intesa sulle modalità operative per mettere in pratica le nuove norme. E questo è il risultato: da inizio anno Autostrade per l’Italia ha preferito la via autoritaria. E così migliaia di Volontari, centinaia di Associazioni (soprattutto quelle piccole, che sono in grande numero) immeritatamente vedono in tale atto di forza un’incivile negazione dell’eccezionale patrimonio di solidarietà attiva, grazie alla quale in ogni sperduto luogo della Toscana viene presidiato h24 il diritto alla salute di ogni persona”.

 Incalza Farnesi, come si legge nella lettera: “Non demorderemo dal perseguire un ragionevole e corretto superamento di questo problema nelle forme civili e democratiche che sono nel nostro DNA, prevedendo importanti iniziative pubbliche in cui la denuncia e la protesta siano il fondamento per l’affermazione dei diritti generali, che i Volontari contribuiscono a garantire in modo costante e qualificato. Questo appello è prioritariamente rivolto a chi detiene ruolo e competenza istituzionale per rappresentare proprio tali interessi generali. Il nostro auspicio è quello di trovare nelle istituzioni soggetti attivi, che si rendano conto di quanto grave può essere in una fase di emergenza, quando il tempo è fondamentale per la salute di chi sta male, trovare un varco chiuso”.

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