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Amianto nelle scuole, M5S e Ona lanciano allarme, ma è polemica con Amato Politica

Firenze – Dal 2008 ad oggi in Italia c’è stata un impennata di casi di mesotelioma, la patologia “spia” dei tumori collegati all’esposizione all’amianto. Sono oltre 2400 le scuole italiane contaminate, 350mila gli studenti esposti e 50mila tra docenti e personale non docente. Se ne è parlato ieri a Palazzo Vecchio in occasione della conferenza stampa indetta dal Ona (Osservatorio Nazionale Amianto) con il Movimento 5 Stelle sull’argomento “L’impatto dell’amianto nelle scuole sulla salute degli studenti e del personale docente e non docente. A Firenze come nel resto d’Italia”.

Presenti l’onorevole Alfonso Bonafede, la consigliera comunale Arianna Xekalos e gli avvocati Ezio Bonanni (presidente Ona) e Saverio Rossi, che stanno conducendo indagini difensive sull’ITI Leonardo Da Vinci di Firenze, dove la salute dei ragazzi e dei docenti sembra a rischio. Urgenti le bonifiche in tutto il paese. “Il governo – ha denunciato Bonafede – non ha rispettato le promesse: dei 3,7 miliardi che Renzi aveva promesso di stanziare per la ristrutturazione e la bonifica delle scuole italiane, sono 150 milioni in realtà sono stati assegnati e 44 milioni sono quelli pagati”. Quanto alla presenza di amianto nella scuola fiorentina – di cui a lungo si è occupata la ex consigliera comunale M5S Miriam Amato (oggi Gruppo Misto) – rilevata nel lontano 1997, “continua ad essere fronteggiata con tinteggiature e controlli semestrali – ha dichiarato la Xekalos – misure insufficienti per uno struttura che andrebbe interamente bonificata”.

I dati, sebbene non ancora ufficiali, conterebbero circa 50 decessi, avvenuti negli ultimi vent’anni, collegati all’istituto. Da qui l’avvio dell’indagine da parte della Procura di Firenze in seguito alla segnalazione del Comitato delle mamme degli alunni esposti all’amianto dell’Ona, esposto attualmente seguito dal pm Massimo Bonfiglio. A causa di una non chiara suddivisione di competenze tra Comune e dirigenza scolastica non hanno avuto ancora risposta, invece, le richieste di accesso gli atti e interrogazioni avanzate da Ona e M5S, né è a tutt’oggi pervenuto il risultato dei dati epidemiologici collegati alla struttura richiesti al sindaco. Anche sui presunti decessi si è ancora lontani da un’ufficializzazione. Rinnovati gli appelli alla bonifica della struttura, che ospita ogni anno circa 2000 allievi e 250 tra docenti e impiegati.

Contestualmente allo svolgersi dell’incontro, sul sito del Comune di Firenze è stato pubblicato un comunicato al vetriolo della consigliera Miriam Amato che, non presente all’incontro, si batte da lungo tempo, e in prima linea, per la messa in sicurezza del Leonardo Da Vinci. Autrice dell’interrogazione parlamentare depositata alla Camera lo scorso autunno insieme ad Angelo Capobianco (VIII Commissione Ambiente del M5S) e dell’importante emendamento al bilancio cittadino, che prevede il finanziamento della bonifica delle scuole comunali, (approvato, unico dell’opposizione, dalla Giunta), la consigliera ha denunciato online “la strumentalizzazione politica, ai fini della campagna elettorale, della vicenda dell’ITI” caricando a testa bassa gli ex compagni di banco. “Il Movimento 5 stelle – si legge nel comunicato – invita l’Osservatorio Nazionale Amianto in conferenza stampa per il problema dell’amianto nelle scuole, e mentre i docenti chiedono la mia presenza per il lavoro fatto sull’ITI Leonardo da Vinci, il M5S mi dice a chiare lettere che una mia presenza non è possibile. Probabilmente perché verrebbe fuori che finora sono stati solo a guardare. Il loro ritrovato interesse sul tema è come minimo sospetto: le regionali sono alle porte e pare che abbiano presto imparato a copiare in fretta i difetti della vecchia politica! Il M5S – conclude – dovrebbe iniziare a produrre, invece di scopiazzare”.

Stupiti dell’assenza della Amato, che sul tema si è spesa come nessun altro – mentre sullo sfondo degli interventi veniva ribadito più volte che “il problema dell’amianto non ha bandiera né colore di parte” – abbiamo provato ad andare in fondo al caso (di interesse decisamente cronachistico e solo “di sponda” anche politico) chiedendo ingenuamente delucidazioni alla Xekalos sulla mancata presenza, più che palpabile, della collega. La reazione accalorata di Bonanni (“A questa domanda rispondo io! Non conosco la Amato, so solo che s’è impegnata, ma questa è una conferenza stampa dell’Ona, ospitata dal Comune di Firenze attraverso l’intervento del M5S. Non ho il suo numero, in futuro la contatterò. Nessuno l’ha esclusa, se voleva partecipare non le avrei certo negato la parola”), seguita da una risposta evasiva della Xekalos (“Non ho contattato neanche la nostra collega portavoce in Comune né i colleghi portavoce dei quartieri”), ha distorto toni fino ad allora più che pacati. “Con la consigliera ho parlato io”, ha detto Antonella Franchi, rappresentante per la Toscana del Comitato della Mamme. Dunque la Amato sapeva dell’incontro e ha scelto di non partecipare? “No – ha ribadito Bonanni – su questo punto voglio essere chiaro. Mi è stato esposto un profilo di criticità, però non so niente precisamente. Attraverso la signora Franchi ho fatto chiamare la consigliera per dire che nel futuro saremo ben lieti di collaborare”.

Più stupiti di prima, confusi per la veemenza scatenata da quella che nelle intenzioni voleva essere una domanda dichiaratamente “didascalica” e infine decisi a sciogliere la matassa, abbiamo deciso di approfondire la querelle con la diretta interessata. Questo quanto spiega a Stamp  Miriam Amato: “Sono venuta a conoscenza della conferenza stampa dai docenti dell’ITI, con i quali sono molto in contatto per la vicenda amianto. Tenevano alla mia presenza. Non ho dato subito una risposta: essendo un incontro organizzato dal M5S, non volevo autoinvitarmi. Per correttezza ho così chiamato la consigliera Xekalos, che non mi ha risposto. Allora le ho scritto, chiedendole di partecipare e ricordandole quanto io tenga all’argomento. Mi ha risposto che la mia partecipazione non era possibile perché si trattava del seguito di un altro incontro, svoltosi a Livorno, tra Ona e M5S. Ho chiesto di esserci e mi è stato detto di no”. Incassato il primo no, Amato si rivolge all’Ona, tramite Antonella Franchi “che, imbarazzata, mi ha detto che si trattava certamente di un equivoco e che mi avrebbe ricontattata dopo aver parlato con Bonanni”. Due ore e nuova chiamata di Franchi, con cui si comunica, come dice Amato, “che non si sarebbe parlato solo dell’ITI ma del problema amianto a livello nazionale.. insomma, dicendomi a sua volta di no”.

“Faccio appena presente che, comunque, di amianto mi occupo anche a livello nazionale con il senatore Maurizio Romani, vice Presidente della Commissione Sanità al Senato, quindi la giustificazione non reggeva. Chiedere il numero di telefono di Bonanni è stato inutile: la Franchi ha tergiversato e non me l’ha dato” continua Amato.  

Prossimo passo, Xekalos. “L’ho chiesto alla Xekalos, che per tutta risposta mi ha detto che era stato Bonanni a dire che non c’era spazio per me perché gli interventi erano già prefissati. La verità è che non hanno avuto neanche il coraggio di dirmi che si trattava di un chiaro accordo tra il M5S e l’Ona per non avermi lì. Il M5S ha strumentalizzato la vicenda per le regionali e Ona ha scelto chiaramente il più forte invece di chi ha seguito la vicenda sul territorio e la conosce bene. La penso così”. Inoltre, la consigliera comunale incalza: “Vorrei che fosse chiaro che i dati che presenta Ona sono gli stessi che conosco benissimo anch’io e sui quali volevo fare un esposto, a cui poi ho rinunciato per non dargli un taglio politico che inevitabilmente avrebbe avuto. Volevo che quella sull’amianto fosse una causa sposata da tutti, quindi non voler politicizzare la cosa è stato frutto di una scelta precisa. Non ho intenzione di seguire Ona. Prendo le distanze. Quanto al M5S, dico solo che  sono proprio questi atteggiamenti che mi hanno nauseata e che mi hanno spinta a lasciare il Movimento. Hanno detto che avrei potuto partecipare e che nessuno mi avrebbe negato la parola? E cosa venivo a fare – conclude – a elemosinare?”.

Certo, se il solo nominare la consigliera Amato ha scaldato tanto gli animi, non è dato immaginare cosa non avrebbe scatenato la sua presenza. Ma lasciando a margine la fantasia del caso, sul fondo resta la domanda: cos’ha intenzione di fare il Comune di Firenze con l’ITI Leonardo da Vinci?

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