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Amici & Politica: appello a un voto per l’Europa federale Dibattito politico

Firenze – Amici & Politica, nuovo gruppo della società civile per rilanciare l’impegno politico per una nuova sinistra europea, ha pubblicato un appello per rilanciare il progetto di un’Europa federale. Pubblichiamo il loro documento programmatico.

I mutamenti di questo periodo storico sono grandiosi e riguardano lo sviluppo inarrestabile del cambiamento tecnologico integrato tra robotica, informatica, intelligenza artificiale, comunicazione, trasporti e viaggi, commercio e distribuzione, finanza, ambiente, migrazioni.

In tale contesto di cambiamento la crisi internazionale delle sinistre socialdemocratiche, progressiste, riformatrici deriva in buona parte dall’aver inseguito pedissequamente le ricette liberiste e la globalizzazione senza aver predisposto o proposto protezione sociale per gli effetti collaterali negativi: in particolare gli eccessi della finanziarizzazione dell’economia e la forbice redistributiva che si allarga sempre di più.

Ma in più la crisi italiana è peculiare: scarsa crescita della produttività, sistema burocratico inefficiente, sistema giuridico borbonico, sistema giudiziario lento, evasione fiscale enorme, sistema educativo in parte inefficace, scarsi investimenti nella ricerca, corruzione e mafie dilaganti anche se non tutto è marcio: rimaniamo una potenza economica ragguardevole in Europa.

La discussione intorno a questi temi fa emergere posizioni e valutazioni critiche anche diverse ma nella sostanza riconducibili ad alcune istanze comuni che partendo dal richiamo a valori di base condivisi (dignità, tolleranza, umanesimo, solidarietà, lavoro, unità) portano attraverso la critica alle insufficienze dimostrate dalla politica perseguita anche dal centro-sinistra (inseguimento degli approcci liberisti, scarso contatto con i bisogni della propria base elettorale di riferimento, mancato sviluppo della conoscenza delle problematiche sociali, cultura del lavoro ed educazione) vede il nocciolo della questione nel mancato disegno di quale modello di società proporre in Europa considerato il contesto in cui è maturata una cultura popolare e spesso populista sotto la spinta degli effetti dell’innovazione tecnologica, delle forme di comunicazione social, dei mass-media e dall’imperante neocapitalismo finanziario.

Ci chiediamo quali suggerimenti proporre e quali richieste possiamo porre alla sinistra nazionale ed europea. Per ogni tema ci sembra che occorra definire un programma organico e coerente che partendo dai “valori” sempre sbandierati dia indicazioni programmatiche forti e riconoscibili alla gente: investimenti produttivi, livelli di occupazione, riduzione dei tempi di lavoro, perequazione dei redditi, conservazione del welfare, equilibrio ambientale, politiche di sviluppo a favore dei paesi emergenti o impoveriti per regolare l’immigrazione economica.

Tutti questi aspetti vanno ri-considerati nel contesto dell’Unione Europea e dell’area Euro, moneta comune senza politica comune, e perciò richiamano oggi ad una attenzione particolare alla contingenza politica costituita dalle prossime e non lontane elezioni europee per far fronte all’emergente pericolosa sfida dei sovranismi, nazionalismi e neofascismi striscianti che vedono riuniti i Salvini, le Le Pen, gli Orban e gli Altri reazionari senza dimenticare il M5S per la sua ambiguità ideologica.

Nel contesto europeo occorrono politiche comuni che riguardano in particolare la spinta tecnologica ed informatica che spinge verso la riduzione del lavoro umano manuale, impiegatizio e intellettuale; a fronte del meccanismo di espulsione in sé (neutrale) occorre una soluzione ragionata del fenomeno, una riduzione programmata politicamente dei tempi di lavoro in accordo coi partner europei.

A questa politica si affianca il ragionamento su come redistribuire la ricchezza prodotta: equa distribuzione del reddito nazionale. Lo strumento principe è rappresentato dalle politiche fiscali armonizzate tra i paesi europei.

Si deve anche centrare l’attenzione sulla modalità delle forme produzione di ricchezza in particolare sui manufatti materiali: in particolare affermare che i prodotti ad utilità ripetuta non siano ad obsolescenza programmata ma siano costruiti per durare a lungo attraverso la manutenzione ordinaria e straordinaria con la sostituzione dei pezzi di ricambio (ciò fa crescere l’occupazione e concorre a mantenere la base produttiva e tecnologica). Le risorse della terra sono limitate rispetto alla popolazione mondiale in ulteriore crescita e la nostra stessa atmosfera inquinata e calda è alta solo una decina di chilometri, quella respirabile ancora molto meno.

Sistema educativo scolastico e permanente: far studiare e pretendere di più dai giovani invece che semplificare il peso degli studi; va da sé che la classe insegnante deve essere preparata e appassionata nel trasmettere la conoscenza anche solo fine a se stessa oltre che ovviamente indirizzata a soddisfare i bisogni economici e sociali della società nella prospettiva di cui sopra.

In particolare poi, specie per togliere spazio politico ai sovranismi, occorre un vasto programma di aiuti allo sviluppo dei paesi impoveriti o poveri o con difficoltà di crescita sia per evitare migrazioni massicce sia per una questione di equo equilibrio tra nazioni nel mondo.

A fronte delle sfide del cambiamento e all’insorgenza dei neo-nazionalismi chiediamo alle forze politiche nazionali ed europee un maggior coraggio per avere più Europa, per un’Europa Federale.

Firmato da un gruppo di amici fiorentini che discutono di politica.

 

 

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