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Amministrative, è Antonella Bundu il candidato di convergenza della Sinistra Breaking news, Politica

Firenze – Il laboratorio della Sinistra produce, e il “prodotto” è una candidatura che registra non solo i tempi, ma apporta al dibattito politico chiarezza d’intenti e nessuna sbavatura: è Antonella Bundu, donna, fiorentina, nera, un nome che ha le sue radici nell’Oltrarno e un grande respiro internazionale. Quarantanove anni, una lunga esperienza di politica “attiva”, senza appartenenze di partito, come lei stessa segnala, una grande capacità di comunicare.

Una candidatura di convergenza che vede la messa in “quadra”, primo e ad ora unico caso in Italia, dell’intera Sinistra ( Firenze Città Aperta, Firenze Riparte a Sinistra, MDP, Sinistra Italiana, Possibile e Rifondazione, resta solo l’incognita Pap, che tuttavia conferma di nutrire un grande interesse, dal momento che martedì prossimo avverrà la consultazione dei circa 250 appartenenti dell’area metropolitana del partito) e poi il cerchio si chiude. Un cerchio che entra con grande forza nel dibattito delle amministrative.

“Non sono un tecnico, sono un’indipendente” dice di se’ Bundu, illustrando il suo “curriculum”, che parte da Firenze, Sierra Leone, Gran Bretagna, ritorno a Firenze e impegno nel Social Forum, partecipazione al “modello Riace”, altre “battaglie sociali”. Circa le motivazioni per l’accettazione della candidatura, cita Tommaso Montanari, la sua preghiera per restare umani, di cui sottolinea alcuni punti, partendo dall’Italia come nazione meticcia, costruita per via di cultura e quindi aperta a tutti, la necessità di ricordarsi che l’identità è in cambiamento,  del dare voce agli ultimi, di continuare a scegliere e a schierarsi, essere partigiani, il diritto a “dire no”, citando Michael Collins, che si sostanzia nel diritto a una disobbedienza civile e non violenta, il richiamo  all’art. 3 della Costituzione, tutti i cittadini sono uguali senza distinzioni di razza e provenienza, e infine, sempre citando Montanari, “l’unica invasione di cui aver paura è quella della discriminazione razziale”. “Ricordiamoci di rimanere umani”, è la conclusione. Insomma parole, idee, concetti “di Sinistra” e che la sinistra riconosce e applaude.

Ma per Firenze, cosa manca a Firenze? “Vorrei una città aperta e laica, con un deciso no  alla gentrificazione, non dunque una città vetrina, e no alle politiche securitarie. La lotta al degrado non è mettere le cancellate ai sagrati, impedire di mangiare in alcuni posti, fino all’utilizzazione dei taser, strumenti di tortura”. Dunque, no alla rincorsa alla “sicurezza” come repressione, la Sinistra tuttavia parla dell’emergenza sicurezza. Ma quali sono i dati reali? Il crimine in aumento in tutta Italia è il crimine di genere. “Il femminicidio è la vera emergenza, è il dato che cresce. Inutile spostare sempre il focus sui migranti, quando non vengono dati loro gli strumenti per venire fuori dalla condizione in cui si trovano”.

Un altro grande tema, i Beni comuni. “Gli spazi comuni? Perché non darli come alloggi popolari? Invece di supportare spazi di aggregazione e cultura, si continuano a sdoganare sedi di forze dichiaratamente fasciste”. Da qui alla questione del programma culturale per una città che non dorma sugli allori del rinascimento, il passo è breve.

 Mobilità, in primo piano il trasporto pubblico, con il rafforzamento delle ciclabili,  meno trasporto su gomma da parte dei privati. Magari, ancora sul tavolo rimane la questione tramvia, (dalle posizioni che parlano di riprogettazione a quelle più massimaliste) ma la voglia di venirsi incontro è tanta, sull’onda dell’entusiasmo. Anche una importante sottolineatura sui rifiuti, (Bundu sottolinea il ruolo della mobilitazione dal basso, ad esempio le Mamme No Inceneritore) sulla necessità di sbarrare la strada agli inceneritori, e di prospettare tutte le modalità più innovative per portare “nei prossimi cinque anni”, la città all’85% di raccolta differenziata.

“E’ vero – conclude Bundu – questa coalizione conosce sfumature di diversità anche importanti, ma è tenuta insieme dal patrimonio comune di idee  della sinistra che costituisce un collante forte, che risponde alla necessità di questa città di avere un’alternativa”.

Dunque, mesi di “tavolo,  sedute che qualcuno definisce quasi “psicanalitiche”, ma per qualcuno,  e il dato stamattina sembra oggettivo, ancora una volta la “Sinistra riparte. Da Firenze”. Come sottolinea Danilo Conte, che ha aperto l’incontro, “il Primo marzo può segnare la data della rinascita di una Sinistra rinnovata e popolare”.

In foto, la candidata sindaco e la famiglia, la madre e i due fratelli

edf

 

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