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Anagrafe e pandemia, Spc chiede conto delle attività in consiglio Breaking news, Cronaca

Firenze – La pandemia esaspera i problemi sociali legti alle fragilità, tanto più se riguardano quei cittadini, che, spesso pur essendo italiani o fiorentini, vedono negarsi il diritto alla residenza per il fatto che vivono in alloggi occupati. La questione verrà portata in consiglio comunale lunedì prossimo 5 luglio dai consiglieri di Spc Bunu e Palagi, che dirmano una nota sulla questione, in cui si chiede conto all’amministrazione del percorso e delle risultanze delle iscrizioni anagrafiche.

“Il caso di un bambino di due anni, cittadino italiano nato a Firenze, privo di residenza, aveva portato la Giunta – ricordano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – a riconoscere il problema delle normative che suggeriscono di negare il riconoscimento dell’esistenza a chi vive in immobili senza titolo.
L’Amministrazione ci aveva parlato di un confronto con la Prefettura per cercare di capire come superare l’assurda situazione in cui un diritto perfetto venga negato: l’iscrizione anagrafica è un fondamentale riconoscimento, da cui derivano doveri e diritti.
Mentre ancora non si ha notizia del censimento in centro storico per le false residenze di chi è proprietario di più immobili, il nostro Comune – proseguono Palagi e Bundu – ha continuato a cancellare dagli elenchi le persone in situazioni di difficoltà, nonostante il Consiglio comunale avesse chiesto di sospendere questa pratica fino alla fine dello stato pandemico Covid-19?
Lunedì chiederemo alla Giunta quali novità ci siano state in queste settimane”.

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