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Anche a Pisa la crisi si fa sentire, ma meno che nel resto della Toscana Economia

Dopo le visite a Grosseto, Prato e Siena, la commissione Emergenza occupazionale ha partecipato oggi, 12 marzo, ad un incontro dedicato alla situazione economica pisana presso la sede della Provincia di Pisa. Per la commissione del Consiglio regionale della Toscana erano a Pisa i consiglieri Paolo Marini (Fed. Sinistra-Verdi), Marina Staccioli (Gruppo Misto), Salvatore Bartolomei (Pdl), Marco Spinelli (Pd) e Ivan Ferrucci (Pd). Dall’incontro è emerso che a Pisa, tutto sommato, la crisi economica si è fatta sentire meno che nel resto della Toscana e, questo, soprattutto perché si è scelto di puntare sulla ricerca e l’innovazione tecnologica. I dati pisani, ha spiegato il presidente della commissione, Paolo Marini, pur non essendo preoccupanti, sono comunque significativi. Il dato più preoccupante è quello relativo alla sicurezza sui luoghi di lavoro, dato che sono aumentati il lavoro nero e le aziende irregolari. Istituzioni pisane e categorie economiche hanno anche lamentato con i rappresentanti del Consiglio regionale le difficoltà, per le aziende, nell’accesso al credito ed i mancati finanziamenti erogati dalle banche. Nonostante il fondo di garanzia di Fidi Toscana ed il numero relativamente basso delle vertenze sindacali aperte, crescono i disoccupati, soprattutto fra le donne. I riscontri della scelta di puntare sull’innovazione sono stati positivi, ma c’è bisogno, hanno spiegato ancora le categorie economiche e le istituzioni pisane, di una semplificazione nei procedimenti per l’accesso ai contributi regionali e per la formazione di imprese giovanili e femminili contemplate nel progetto “Giovanisì”. Pisa, in sostanza, ha tutte le carte in regola per uscire dalla crisi in quanto investe oltre il 3% del Pil (prodotto interno lordo) in ricerca, mentre in media in Italia se ne investe in media soltanto l’1,5%. Servono, però, dei contributi regionali in grado di salvaguardare le differenti esigenze di un quadro aziendale eterogeneo ed una chiarificazione su quale ente dovrà assorbire le competenze delle Province, che attualmente hanno deleghe importanti per quanto concerne il lavoro.

Foto: http://www.fotoeweb.it
 

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